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Paesaggio e dissesto idrogeologico: le risposte dell’uomo


            cioè di materiali leganti; esso ha funzione di contenimento allo
            scopo di livellare e incrementare le superfici coltivabili (Gisotti,
            2003).
            Questa tecnologia è da annoverare tra quelle “povere”, in cui
            l’uso dei materiali avviene senza mediazioni, in un rapporto
            diretto con l’ambiente e, pertanto, con un minimo apporto ener-
            getico, sia per quanto riguarda l’energia termica necessaria per
            le trasformazioni chimiche, che quella meccanica per il traspor-
            to. La concomitanza di alcuni fattori, quali l’abbondanza di
            materiale lapideo idoneo senza possibilità di valide alternative,
            la necessità di costruire strutture per la difesa del suolo, il biso-
            gno di spietrare il terreno per migliorarlo, porta naturalmente a
            realizzare questa tipologia di manufatti. I terrazzamenti realiz-
            zati con muri in pietra a secco sono presenti in tutte le regioni
            d’Italia, in particolare quelle collinari e montane, costituiscono
            un elemento caratteristico e in alcuni casi dominante del pae-
            saggio, come quelli delle Cinque Terre in Liguria (Fig. 4).
            Con le opere di sistemazione idraulico-agraria gli agricoltori nel
            corso dei millenni hanno modificato il paesaggio allo scopo di
            rallentare il deflusso troppo rapido delle acque ruscellanti e inca-
            nalate e quindi di trattenere il suolo fertile al suo posto. Un
            esempio di tali sistemazioni è quello illustrato nella Fig. 5, che

























            Fig. 4 – I terrazzamenti, che possono ospitare vigneti, oliveti, ecc. sono il  frutto di un intervento
            secolare dei contadini che per contrastare l’erosione del suolo hanno realizzato un bellissimo pae-
            saggio artificiale che merita di essere conservato (Fonte: Pappalardo, 2002).

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