Page 120 - 103-118 LAGOMARSINO, COSTANTINI, PAGLIAI II bozza:orientamento I bozza
P. 120
Paesaggio e dissesto idrogeologico: le risposte dell’uomo
quelli su cui l’uomo non può incidere, si impone nei termini di
previsione, prevenzione e mitigazione. La prima per individuare e
censire le aree potenzialmente soggette al rischio, per coprire il
territorio con una rete di stazioni di rilevamento dei parametri
fisici che influiscono sui dissesti; la seconda per predisporre ido-
nee misure preventive, legislative e tecniche, allo scopo di con-
tenere il rischio a livelli accettabili; la terza per applicare la pro-
tezione idrogeologica al territorio a rischio. È importante quindi
conoscere le cause e i meccanismi dei dissesti idrogeologici, non
solo allo scopo di prevederli (quando è possibile) e prevenirli,
ma anche per poter intervenire con opere sistematorie quando
essi si sono già manifestati.
Se i processi naturali e le attività umane producono modifica-
zioni catastrofiche della superficie terrestre sulla quale noi vivia-
mo, ossia esercitano “pressioni” insostenibili sull’ambiente natu-
rale e umano, per parte sua la società civile tende a bilanciare tali
pressioni con opportune “risposte”, che nella fattispecie costitui-
scono le varie fasi di previsione, prevenzione e mitigazione del
rischio idrogeologico, inquadrate nell’attività di Protezione Civi-
le, e che nel senso più ampio corrispondono alla politica di dife-
sa del suolo delle istituzioni (Gisotti, Zarlenga, 2004).
L’obiettivo della difesa del suolo è la limitazione del dissesto del
suolo e del sottosuolo, intesi sia come risorse naturali che come
luogo di impianto e di sviluppo delle attività umane.
La legge quadro sulla difesa del suolo, n. 183/1989, ha giusta-
mente ampliato il concetto di suolo e quindi di difesa del suolo,
onde per suolo si intende “…il territorio, il suolo, il sottosuolo,
gli abitati e le opere infrastrutturali”.
L’importanza economica e sociale dei processi relativi allo squi-
librio, al dissesto del sistema suolo/sottosuolo è generalmente
enorme, anche se spesso sottovalutata. Infatti, a seguito di tali
processi si verifica non solo la perdita della risorsa, ma anche
danni alle colture agrarie e ai boschi, agli ecosistemi, agli inse-
diamenti e alle infrastrutture e in genere alle attività umane.
Tutto ciò porta di conseguenza anche alla trasformazione del
paesaggio.
Né vanno dimenticati i danni indiretti, come quelli dovuti al
maggior percorso che gli autoveicoli o i treni sono costretti a
SILVÆ - Anno VI n. 14 - 123

