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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella
I tagli a gruppi e la produzione di carbone
In precedenza si è detto della irregolare matricinatura dei cedui di
Faggio del Parco Nazionale della Majella: accenniamo in particolare ad
un tipo di taglio, ormai storico, che è stato praticato soprattutto nei
Comuni di Guardiagrele e Pennapiedimonte e riguardava questo tipo di
bosco. Si trattava di una matricinatura impropria che prevedeva il taglio
di tutti i polloni sulla maggior parte delle ceppaie del ceduo, con il rila-
scio, come matricine, di intere ceppaie di Faggio. Questo tipo di taglio
presumeva un’intensificazione dell’intervento sul bosco, in quanto il
taglio si concentrava su un buon numero di ceppaie e su tutti i polloni
della ceppaia e, probabilmente per mancanza di matricine del turno pre-
cedente (forse si trattava di cedui semplici), si rilasciavano interamente
altre ceppaie, in modo da evitare comunque danni idrogeologici, trattan-
dosi di pendici molto acclivi.
Questo tipo di trattamento si ritrova soprattutto nel Comune di Guar-
diagrele, sul versante “Gravetta” che sovrasta il “Passo di Carlantonio”.
Tale settore fu conformato con questo taglio nel triennio 1950-52, sotto la
direzione del dott. Ferrini, allora Ispettore Capo dell’Ispettorato Ripar-
timentale delle Foreste del C.F.S. di Chieti, analogamente a quanto ese-
Taglio a gruppi nel ceduo di Faggio
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