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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella


            tava infatti di riportare la copertura forestale in terreni particolarmente
            ingrati, con orizzonti del suolo decapitati quasi completamente. Il Pino
            nero si è così confermato ottima specie colonizzatrice, capace di formare
            una copertura continua al di sotto della quale, ormai da diversi anni,
            hanno preso avvio i processi successionali.
               A seconda della composizione sono state riconosciute quattro tipologie
            di rimboschimenti di conifere: a dominanza di Pino nero; a dominanza di
            Pino nero e Cipresso; a dominanza di Pino d’Aleppo e Cipresso; con coni-
            fere miste. In base alla fascia altitudinale possiamo invece distinguere i
            seguenti due tipi di rimboschimenti di conifere.


            Rimboschimenti di conifere della fascia dei boschi mesofili
               Si tratta di formazioni artificiali costituite per lo più da Pino nero
            consociato ad Abeti, Cedri e talvolta Larice, localizzate tra i 500 ed i
            1.100 m s.l.m., in situazioni pedologiche e stazionarie estremamente
            varie. Quasi sempre si tratta di rimboschimenti con più di 50 anni di
            età, con presenza più o meno massiccia di latifoglie (Roverella, Carpino
            nero, Aceri, Ciliegio, Orniello, Nocciolo) a seconda che siano stati sot-
            toposti o meno in passato a diradamenti. Infatti dove non si sono fatti
            interventi la situazione è critica, anche in termini di stabilità del bosco,
            con piante filate, stato fitosanitario scadente, etc.. In qualche caso inve-
            ce si è riscontrata la presenza di rinnovazione naturale di Pino nero da
            disseminazione nelle zone adiacenti al rimboschimento; in altri casi la
            rinaturalizzazione del Pino nero è avvenuta lungo gli impervi valloni
            della Majella.
               Interessanti in questo senso sono i rimboschimenti di Lama dei Peligni
            dove, in pinete alte mediamente 10 – 12 m si rileva un’attiva rinnovazio-
            ne di Orniello, Leccio, Aceri (opalo e campestre), Roverella, Carpino
            nero, Ciliegio e Nocciolo.

            Rimboschimenti di conifere della fascia del Faggio
               La specie maggiormente impiegata anche qui è stata il Pino nero di
            Villetta Barrea, talvolta misto ad altre conifere (Abeti, Larice, Pino sil-
            vestre) e latifoglie. Questi rimboschimenti si trovano su ex pascoli
            estremamente degradati dal secolare sfruttamento, in situazioni stazio-
            nali climaticamente e pedologicamente difficili. Nonostante questo le
            pinete si trovano spesso in buone condizioni fitosanitarie, anche se la
            densità non è mai stata regolata da diradamenti. I popolamenti hanno
            età variabili e sono sovente gradonati. Anche in questi casi si può nota-
            re una certa attività di rinnovazione del Pino nero nei pascoli circo-
            stanti.

                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 279
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