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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella
Taglio a gruppi nel ceduo di Faggio
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giungendo masse unitarie inferiori a 100 m /Ha. Infatti la dimensione dei
polloni, talvolta più di 20 in una singola ceppaia, è minima, oltrepassan-
dosi raramente il diametro di 14 cm, ma più frequentemente aggirantesi
sui 6 cm a petto d’uomo.
Anche qui le matricine sono quasi tutte di origine agamica e disetanee
con scalarità di circa 30 anni, pari all’età media dei polloni del ceduo, uti-
lizzato per l’ultima volta nel 1959. I loro fenotipi sono spesso di buon pre-
gio con altezze medie prossime ai 18-20 m e comunque quasi sempre assi-
milabili agli esemplari delle fustaie appartenenti alle medesime classi dia-
metriche.
Tale struttura boschiva molto particolare fu ideata dal dott. Ferrini
che la attuò, a partire dal 1948, nell’arco di una dozzina d’anni nelle
esposizioni più fresche, volte a settentrione. Si può quindi definire una
“fustaia disetanea per fasce coetanee”, mentre il ceduo al di sotto può
essere considerato più propriamente coetaneo.
La struttura “a gruppi” va considerata nell’ambito storico in cui fu
pensata: era l’epoca in cui, nel secondo dopoguerra, si effettuava la tra-
sformazione a ceduo delle fustaie, operazione che permetteva l’attività di
boscaioli e carbonai: questi, vivendo all’interno del bosco, traevano
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