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L’Aroeira bianca: una ornamentale...utile


                  Gardens di Kew (Londra) ma con una nomenclatura, che, a dire il vero,
                  non mi ha mai convinto.
                  Ed infatti la meticolosità e lo spirito di ricerca mi hanno dato poi ragio-
                  ne. Tant’è che dalle conoscenze dendrologiche e dalle caratteristiche
                  morfologiche della pianta mi ero fatto un’idea che la sua provenienza
                  potesse essere il Sud America ma non sapevo da quale Regione. Un’ulte-
                  riore visita del maggio scorso a Villa Corsini mi ha finalmente illuminato
                  nello scrutare attentamente i frutticini in piena formazione, i quali mi
                  hanno incuriosito sia per la loro tenue trasparenza verde e le striature
                  interne, perfettamente simmetriche, che per la loro forma a bottoncino.
                  Tutti gli altri caratteri morfologici mi hanno poi data la certezza che si
                  tratti di una specie proveniente dal Brasile dal nome volgare locale di
                  Aroeira branca = A. brava o Aroeirinha = Aroeira do brejo = A. da
                  capoeira o, ancora, Bugreiro.
                  Il suo nome scientifico è Lithraea molleoides (Vell.) Engl. = L. aroeirinha
                  Marchand ex Warm. = Schinus leucocarpus Mart. ex Engl. = Rhus claus-
                  senia Turcz. Lithraea dal nome cileno litri o llithi di alcune anacardiacee
                  affini. Molleoides dal nome peruviano (molle) del Falso pepe (Schinus
                  molle L.) della stessa famiglia, cui anch’essa appartiene.
                  Di seguito vengono illustrate le sue peculiarità dendrologiche, fitogeogra-
                  fiche, ecologiche e tecnologiche.
                  Si tratta di un alberello di altezza da 6 a 12 m con tronco di 30-40 cm di
                  diametro o, come nel nostro caso, di un grande arbusto, a corteccia dal
                  ritidoma bruno rossastro e squamoso.
                   Le foglie, lunghe dai 5-8 cm e larghe 1,5-2,5 cm, sempreverdi, sono impa-
                  ripennate composte, con un accenno di rachide alata, con 3-7 foglioline, di
                  cui la terminale più lunga, strettamente ellittico-lanceolate; dalle nervatu-
                  re laterali evidenti e a margine quasi impercettibilmente crenulato. Dalla
                  pagina superiore di un bel verde intenso e quella inferiore di colore erba.
                  Le infiorescenze sono a guisa di pannocchie ascellari cimose. I fiori, pic-
                  colini, risultano gialli, actinomorfi, diclamidati, con ovario supero e pre-
                  senza di disco nettarifero. I frutti sono delle drupette sferico-globose.
                  E’ una specie diffusa in Brasile, in diverse formazioni vegetali, presso
                  Minas Gerais, San Paolo e Mato Grosso fino al Rio Grande del Sole.
                  E’ eliofila, pioniera, caratteristica della foresta situata nelle regioni alte,
                  sia in terreni asciutti che umidi. Ha un’ampia ma irregolare distribuzio-
                  ne, in quanto tipica delle formazioni arbustive.
                  Nella patria d’origine fiorisce da agosto a settembre, mentre da noi in
                  aprile-maggio. I frutti maturano a novembre-gennaio. In Italia, invece, in
                  luglio-agosto. Essi, tuttavia, rimangono sulla pianta per parecchio tempo.
                  I frutti, ai fini della produzione dei semi, devono essere raccolti quando


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