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I boschi e la selvicoltura nel territorio Chietino del Parco Nazionale della Majella


            trova puro e solo raramente associato ad altri elementi mediterranei
            quali il Cisto, il Ginepro, la Fillirea ed anche l’Orniello. Questa tipologia
            si riscontra quindi su pendii a solatio, generalmente aperti alle correnti
            di aria umida provenienti dal mare, su substrati particolarmente acci-
            dentati non colonizzabili da altre specie, dove assume caratteristiche pio-
            niere e nello stesso tempo si presenta anche come formazione tendenzial-
            mente stabile.
               Piccoli nuclei di Leccio arroccato sulle pareti a strapiombo, di grande
            importanza naturalistica, si ritrovano nelle situazioni più impervie delle
            rupi calcaree dei valloni stretti, soprattutto nel versante sud orientale del
            massiccio della Majella, anche a quote abbastanza elevate.

            La struttura delle leccete
               Nelle situazioni come sopra descritte la forma di governo, se mai fosse
            possibile, non può non essere quella a ceduo, ma la morfologia ed il valo-
            re paesaggistico e naturalistico di tali formazioni rendono impossibili
            interventi selvicolturali; quindi i soprassuoli di questo tipo, grazie anche
            alla loro modesta entità nel Parco Nazionale della Majella, sono lasciati
            alla loro evoluzione naturale, svolgendo anche un’importante funzione di
            stabilizzazione delle pendici e di prevenzione contro l’erosione, oltre che
            estetica.

            Il nucleo di Betulla
               Si tratta di un nucleo relitto di Betula pendula, estremamente raro o
            assente in altre aree dell’Appennino, localizzato in un’unica stazione
            nella Valle di Macchia Lunga a Fara San Martino ed accompagnato da
            altre specie interessanti come Lonicera nigra, anch’essa molto rara. Tale
            nucleo è inserito nella fascia superiore della faggeta, a contatto con la
            mugheta ed è accompagnato anche da altre specie come appunto il Pino
            mugo, ma anche il Sorbo degli uccellatori, che determinano, da un punto
            di vista forestale e fitosociologico, il carattere “alpino” della Majella.
               Da un punto di vista strutturale, essendo inserito nella parte alta della
            faggeta, dovrebbe essere in teoria governato a ceduo ma, vista la partico-
            larità della sua presenza e soprattutto la scarsità del numero di esempla-
            ri, tale nucleo andrebbe gelosamente custodito ed anzi sviluppato con
            interventi mirati di salvaguardia e di riproduzione.


            Le pinete naturali di Pino nero
               Si tratta di popolamenti rupestri relitti di grande interesse fitogeogra-
            fico e naturalistico: infatti parliamo di una specie endemica della Majel-
            la, una varietà di Pino nero italico che è stato riferito a Pinus laricio e

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