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Monnezza e dintorni
renziare: visti i tempi ed i costi e le difficoltà di localizzazione e realizza-
zione degli impianti, quando insorgono difficoltà non si può fare altro che
allargare quelle esistenti. Le discariche “rimangono” anche nel caso della
termovalorizzazione, che si deve appoggiare a strutture di stoccaggio e di
collocazione a destino finale esistenti. Ma prima di proporre quest’ultima
soluzione è indispensabile contare su un sufficiente grado di consenso
pubblico.
Ogni soluzione che si voglia assumere deve quindi affrontare il pro-
blema in modo molteplice - dalla riduzione alla fonte alla collocazione
finale - ma nel contempo essere praticabile, flessibile ed economica oltre
che ambientalmente corretta, tenendo in debito conto gli aspetti costitui-
ti dalla opinione pubblica, dalla coscienza ambientale e dai processi
amministrativi per la sua piena attuazione.
Forse qualche futuro Gaetano Chierici, in un’epoca imprecisata,
andrà a cercare le terramare dell’era della plastica, per vedere com’era-
no i suoi antenati: arduo da dire, ma ci valuterà forse sciuponi e spreco-
ni, causa diretta ed indiretta di degrado complessivo del pianeta e
quant’altro. Ma una cosa mi pare certa: non le potrà nè le vorrà utiliz-
zare come fertilizzante.
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