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Monnezza e dintorni


                  consueta) consente di trovare immediatamente qualche raccoglitore assai
                  poco schifiltoso.

                  Quanti “sacchi” sono?


                     Una pluriennale esperienza di lavoro nel Corpo forestale dello Stato
                  nel settore consente a chi scrive di esprimere qualche valutazione di meri-
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                  to sulla situazione dei rifiuti nel nostro Paese .
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                     Di veramente recuperabile da RU , a parte la frazione organica di cui
                  si dirà, c’è carta, vetro, plastica (con limitazioni) e i metalli.
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                     I conti sono presto fatti: ogni italiano produce quasi 550 Kg di rifiuti
                  (RU) ogni anno, dei quali la percentuale di recupero può essere circa un
                  quarto, senza arrivare al terzo. Percentuali maggiori, riferibili al nord del
                  paese, solitamente nascondono in realtà il fatto che si aggregano al recu-
                  perato o recuperabile gli “assimilabili” agli urbani, come ad esempio gli
                  imballaggi di cartone dei supermercati, che poco o nulla hanno a che vede-
                  re con la monnezza vera, ma che sono per loro natura pienamente recu-
                  perabili in un qualche circuito di lavorazione della carta. Questo consen-
                  te di facilitare le procedure logistiche e giuridiche di recupero e di immet-
                  tere direttamente al recupero – senza passare da un impianto autorizzato
                  – materiali “standard” vari: carte e cartoni, mobili, abiti usati, ecc.
                     Aumentare gli “assimilabili” recuperando di più, dal punto di vista
                  statistico incrementa le percentuali di recupero, ma aumenta proporzio-
                  nalmente i Kg/procapite/giorno di rifiuto urbano, e da qui la confusione
                  che regna sui conti e la differenza anche notevole fra provincie, ma della
                  quale è detto più sotto con due città - esempio.


                  Due città a caso

                     Il confronto dei dati fra due città prese “a caso” nel panorama nazio-
                  nale, la prima fra quelle a minore produzione di rifiuti pro capite e la
                  seconda fra quelle a maggiore, la prima al sud e la seconda nel nord, ci
                  consente di esemplificare i casi (ma non sono casi limite) entro i quali si
                  compendiano, a vario grado, le 100 città italiane.
                     Napoli, una delle città singolarmente (sigh!) a minore produzione pro
                  capite di rifiuti nel panorama nazionale, nel 2005 produceva 520 Kg di


                  5  Rifiuti Urbani
                  6  Se si analizza il sacchetto medio della spazzatura degli italiani, si scopre che buona parte dei rifiuti prodotti,
                    circa il 43% del totale, è costituita da rifiuti organici (in particolare, scarti alimentari e vegetali). L’altra prin-
                    cipale componente dei nostri rifiuti è costituita dagli imballaggi (circa 40%) suddivisibili a seconda della mate-
                    ria prima di cui sono fatti, in carta e cartone (22%), vetro (7%), plastica (7%) e metalli (3%). Dati della Fon-
                    dazione Eni Enrico Mattei.

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