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Declinazioni socio-culturali dell’ecologia per un approccio integrato


            momento da superare. L’ecologia può e deve fornire una strada alter-
            nativa.

            Altre declinazioni


               Al pari della social ecology, anche il c.d. ecofemminismo lega stretta-
            mente la crisi ambientale a strutture e rappresentazioni culturali presen-
            ti nelle società affluenti dell’occidente. Nasce dall’idea che nelle società
            tradizionali regolate dal patriarcato, donne e natura siano assoggettate
            ad un paritetico dominio, frutto della stessa logica di sopraffazione. Nes-
            suna emancipazione per le donne, nessuna soluzione alla crisi ecologica:
            una equazione che impone alle istanze femministe di legarsi a quelle del
            movimento ecologico nel tentativo di opporsi ai rapporti di dominio che
            informano il modello relazionale, per “provvedere ad una revisione radi-
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            cale socio-economica” . Le dicotomie umanità-natura e uomo-donna
            sanciscono la superiorità della mente sul corpo, dell’oggettivo sul sogget-
            tivo, della ragione sull’emotività. L’antropocentrsimo diventa ben presto
            una forma generalizzata di androcentrismo: le ragioni della battaglia eco-
            femministista mette alla gogna tanto il sessismo che il naturismo, in quan-
            to ideologie caratterizzate da una comune cornice concettuale oppressiva
            contraddistinta da una logica di dominio. Ergo, la questione ambientale
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            si tinge di rosa, assurgendo a “a femminist issue” , come peraltro è
            dimostrato dai numerosi punti di incontro tra le filosofie dell’ambiente e
            le rivendicazioni femministe. Scrive Greta Gaard: “L’ecofemminismo
            chiede la fine di forme di oppressione, nell’idea che nessun tentativo di
            liberare le donne (o ogni altro gruppo oppresso) avrà successo senza un
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            uguale tentativo di liberare la natura” . Anche qui l’idea dominante è
            che gli esseri umani non sono astratti individui, separati dall’ambiente
            sociale e naturale che li circonda.
               Ancora una volta l’ecologia rivela un intrinseco potenziale sovversivo,
            capace di sollevare ed ispirare una critica severa agli atteggiamenti ideo-
            logici dominanti.
               A queste dottrine radicali si affianca, sul piano della teoria politica,
            l’ecosocialismo (o ecomarxismo): una forma di socialismo post-ideologico
            anche detto rosso-verde. Solo in epoca relativamente recente alcune delle
            posizioni che si richiamano all’eredità del pensiero di Marx hanno avvia-
            to una riflessione sui problemi sollevati dalla questione ambientale.


            21 Ruether R.R., New Woman/New Earth. Sexist Ideologies and Human Liberation, Seabury Press, 1975
            22 Warren K.J., Ecofeminism. Introduction, in Zimmerman M.E. et al., Environmental Philosophy. From Animal
               Right to Radical Ecology, Prentice Hall, Upper Saddle River, 1998
            23 Gaard G.C. (a cura di), Ecofeminism: Women, Animals, Nature, Temple University Press, 1993
                                                             SILVÆ - Anno V n. 11 - 217
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