Page 209 - ZAIA III bozza
P. 209

Declinazioni socio-culturali dell’ecologia per un approccio integrato


                  sussiste una relazione olistica: entrambi appartengono ad un unico insie-
                  me, e i loro processi devono essere considerati come forme di uno svi-
                  luppo interdipendente. Se da un lato, cioè, sono gli individui a creare la
                  società, dall’altro è anche la società (come luogo in cui si consolidano e
                  condividono valori, immagini, linguaggi, pratiche, modelli economici e
                  politici) e creare gli individui. È in questo, dice Bookchin, che la società
                  è una seconda natura per l’uomo: una natura non meno autentica della
                  prima e da cui l’uomo non si allontana mai. Come l’ambiente per l’eco-
                  logia, dunque così la società è per l’ecologia sociale un territorio di rela-
                  zioni. Sebbene possano essere rinvenute alcune ascendenze comuni, il
                  punto di vista di Bookchin non coincide interamente né col marxismo né
                  con l’anarchismo. La sua ecology of freedom serve piuttosto a mettere in
                  luce che la prima e fondamentale forma di libertà per Bookchin  non è
                  tanto l’assenza materiale di costrizioni, quanto la consapevolezza che al
                  dominio dell’umanità sulla natura va sostituito l’idea di una interdipen-
                  denza, strutturale e funzionale. Questa presa di coscienza rappresenta
                  una nuova forma di umanesimo o se si preferisce di nuovo illuminismo
                  ecologico, “un passaggio dal cielo alla terra, (…), dalle divinità alla
                        7
                  gente” .
                  Quale integrazione? Evoluzione della scienza ecologica

                     Come osserva il professor Fulvio Beato “l’ordine di problemi qui
                  segnalato come centrale si genera da un interrogativo tanto semplice
                  quanto radicale: quale sapere per l’ambiente? Quale sapere, con rife-
                  rimento alla nostra problematica, relativo alla rete di relazioni che si
                  stabiliscono tra sistemi sociali e sistemi ambientali naturali ed artifi-
                  ciali, tra biosfera, tecno sfera e socio sfera? Si tratta di un interrogati-
                  vo cruciale tanto sul piano della costruzione dei quadri di riferimento
                  teorico per l’insieme delle scienze umano-sociali quanto sul piano del
                  trasferimento delle conoscenze acquisite nella formulazione di politi-
                  che pubbliche fondate sull’informazione scientifica e sulla partecipa-
                               8
                  zione sociale” .
                     La matrice eminentemente sociale di un siffatto stato di cose rimane
                  quella individuata da Jean Piaget nel saggio sui Problèmes généraux de
                  la recherche interdisciplinaire et mécanismes communs (1970). Con rife-
                  rimento alla scienze umane e sociali, egli poneva, accanto agli ostacoli
                  logici ed epistemologici, la tragique répartition dell’assetto istituzionale
                  degli insegnamenti universitari.

                  7  Bookchin M., L’ecologia della libertà, Eleuthera, 1986
                  8  Beato F., Rischio e mutamento ambientale globale, Franco Angeli, 1998


                  212 - SILVÆ - Anno V n. 11
   204   205   206   207   208   209   210   211   212   213   214