Page 208 - ZAIA III bozza
P. 208
Declinazioni socio-culturali dell’ecologia per un approccio integrato
di questi due gruppi di componenti non può essere trattato separatamen-
te se si vogliono trovare soluzioni definitive a problemi di importanza cri-
4
tica” .
Proprio la necessità di comprendere sempre meglio l’oggetto della
scienza ecologica ha rafforzato le ricerche relative alle interrelazioni tra
sistemi naturali e sistemi umani. Comprendere la storia delle relazioni tra
la specie umana e la natura richiede uno sforzo di integrazione di diffe-
renti prospettive, teorie e strumenti di numerose discipline nell’ambito
delle scienze naturali, sociali ed umanistiche. Tutte le ricerche sostenute
da uno straordinario sforzo di connessione tra conoscenze, culture e pra-
tiche, sono chiamate a fornire chiavi interpretative della realtà e propo-
ste di azione più adeguate.
Del resto si vive simultaneamente l’ambiente naturale, la società
(ambiente sociale o milieu), il sistema economico nel quale operare. Que-
sti aspetti della vita vengono troppo spesso trattati come se fossero tra di
loro separati. I confini sono invece sfumati anche se apparentemente pos-
sono sembrare netti, le connessioni esistenti sono molteplici. Le risposte
della politica e del mondo del mercato, alle sfide che la modernità ci impo-
ne, sono ancora dominate da una visione settoriale e non integrata della
realtà.
Come ricorda Edgar Morin “l’intelligenza parcellizzata, comparti-
mentata, meccanicistica, disgiuntiva, riduzionistica, rompe il complesso
del mondo in frammenti disgiunti, fraziona i problemi, separa ciò che è
5
legato, unidimensionalizza il multidimensionale” .
La questione affrontata ci obbliga ad un diverso ragionamento, inter-
disciplinare e multicriterico, più cosciente e consapevole. La realtà è in
continuo mutamento (in fieri). La verità dei fatti cambia al variare di chi
la osserva e la vive (da uno scienziato in laboratorio ad un politico, da un
giornalista ad un operaio, da un pigmeo della foresta africana ad un busi-
ness man americano), vista, operata e considerata in tanti modi e sempre
adottando modalità differenti.
L’esempio più chiaro dell’impossibilità di isolare il discorso ambien-
tale dalle sue implicazioni sociali è dato dall’approccio della social eco-
logy. Sin dagli anni sessanta l’americano Murray Bookchin, che della
social ecology è l’esponente più noto e vilipeso, analizza la crisi ambien-
tale alla luce delle dinamiche ideologiche, storiche e politiche della
6
società occidentale . Proprio in quanto ecologia, la social ecology predi-
lige una visione organica della società. Tra la comunità e gli individui
4 ibidem
5 Morin E. e Kern A.B., Terra-Patria, Raffaello Cortina Editore, 1994
6 (n.d.r.) L’opera che sintetizza il pensiero di quegli anni è Our Synthetic Environment del 1962 mai pubblicato
in Italia.
SILVÆ - Anno V n. 11 - 211

