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Declinazioni socio-culturali dell’ecologia per un approccio integrato


                  nario dal titolo The Shallow and the Deep, Long-Range Ecology Move-
                  ment. La contrapposizione tra superficiale (shallow) e profondo (deep) è
                  funzionale allo scopo di distinguere un approccio ambientalistico (c.d.
                  ecologia di superficie) da un approccio ecologico (c.d. ecologia profonda):
                  il primo caratterizzato da un atteggiamento di tutela paternalistica della
                  natura, prevalentemente concepita come risorsa per l’uomo (assimilabile
                                                                                 20
                  alle posizioni antropocentriche e, in qualche misura, biocentriche ), il
                  secondo animato dall’idea di una identificazione con l’ambiente natura-
                  le, riconosciuto come portatore di un intrinseco valore (attestato su posi-
                  zioni ecocentriche). La deep ecology di cui parla Naess non è soltanto la
                  disciplina a cavallo tra scienza naturale e filosofia della natura nomen-
                  clata da Haeckel un secolo prima. Traguardando le posizioni etiche del-
                  l’ambiente secondo cui la tradizionale immagine dell’imperialismo umano
                  sulla natura deponeva in favore di un modello orizzontale aperto alla
                  considerazione di una responsabilità verso i soggetti non umani, la deep
                  ecology si spinge ancora oltre. Essa non mira solo a edificare una nuova
                  cultura dell’ambiente, ma avanza una vera e propria visione ecologica del
                  mondo. Ridisegnare la cornice complessiva del rapporto uomo-natura e
                  imparare a vedere questo rapporto in una ottica unitaria e non più dua-
                  listica diventano, quindi, il progetto di questa corrente di pensiero. Più
                  di un’etica strictu sensu, essa si rivolge a vari aspetti della vita sociale e
                  individuale, proponendosi come completa rivisitazione di abitudini men-
                  tali e stili di vita.
                     Per quanto ridotto qui ai suoi termini generici è questo il modello eco-
                  centrico, polemico e innovativo, della deep ecology. All’idea di una realtà
                  composta da elementi individuali, si preferisce l’ipotesi di una realtà
                  costruita su una rete relazionale. Ciò significa sostituire il classico para-
                  digma individualistico con un fresco, generale modello olistico. Nell’af-
                  fermare e realizzare un cambio di paradigma la deep ecology si propone
                  non solo come approccio filosofico, ma anche come sistema cognitivo,
                  etico e sociale. Il richiamo all’olismo, così vivo all’interno dell’environ-
                  mental debate, ben rappresenta il segno della necessità di una visione a
                  tutto campo, in cui il rapporto tra uomo e natura non viene posto più in
                  termini dicotomici, ma di complementarietà e co-appartenenza.
                     L’uomo e la natura possono essere concettualmente separati, devono
                  riconoscersi in un unico orizzonte di riferimento. Tutto quanto nella
                  realtà si discosti da questa ideale contiguità e continuità deve essere sot-
                  toposto ad una analisi critica sistematica. Anche la società occidentale,
                  con il suo ordine gerarchico, con la sua divisione in classi, diventa un



                  20 (n.d.r.) Si veda per un ulteriore approfondimento Pagano P., Filosofia ambientale, Mattioli 1885, 2006

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