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La riconquista della natura per una nuova religiosità ecologica
industrial-tecnocratiche, che considerano l’uomo isolato e fondamental-
mente separato dalla natura, superiore ad essa e destinato ad esercitarne il
controllo». Tali principi costituiscono anche i fondamenti della “ecoso-
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fia” di Arne Naess, per la quale «tutti gli organismi e le entità dell’ecosfe-
ra sono uguali nel loro valore intrinseco in quanto parti di un tutto intrin-
seco». 7
Notiamo che da più parti si sono levate critiche a tali concezioni, per
lo più inquadrate nel complesso del New Age, sovente omologato all’an-
cor più ampio bacino del post-moderno, espressione di una “cultura del
simulacro” fondata, secondo Vattimo, su una riproduzione e inefficace
rivitalizzazione di stili morti. Non esprimiamo da parte nostra una valu-
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tazione del movimento, limitandoci a notare una certa coerenza fra la teo-
ria portante (recupero di un’armonia originaria, eliminazione della conflit-
tualità dialettica) e le conseguenze applicative, fra una visione religiosa del
mondo e i principi terapeutici alla base della ritrovata armonia.
Con questo spirito Capra dedica un capitolo del saggio Il punto di svol-
ta, intitolato “Totalità e salute”, al raffronto fra la medicina occidentale e
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l’orientale, vedendo come il principio di una salute fisica indipendente
dalla spirituale sia pressoché esclusivo della moderna cultura occidentale,
e proponendo quindi la necessità di una terapia cosmica per il benessere
individuale (principio peculiare della magia naturale, prodotto della conce-
zione ermetica rinascimentale). Egli pone quindi l’accento sulla necessità
di integrare terapie fisiche e psicologiche al fine di una «comprensione
diretta, esperienziale, dell’unità con l’intera famiglia umana e del cosmo
nel suo complesso». 10
Non ci inoltriamo nella descrizione delle molteplici derivazioni ideolo-
gico-terapeutiche, che vanno dalla bioenergetica al rebirthing, alla cromote-
rapia, alle molteplici tecniche di meditazione diffuse nell’ambito dell’attua-
le cultura metropolitana, interessati piuttosto a comprendere il senso e la
direzione di questi fenomeni. Ovvero di un sincretismo che, nell’operare
a livello religioso come terapeutico, appare deviante rispetto a una logica
occidentale fondata sul principio individuativo (con tutto quel che ne con-
segue) e quindi su una insanabile dualità fra io e natura, ma coerente con
la nuova sensibilità antirazionalistica, unificatrice, cosmicizzante. Di que- .1
sta nuova sensibilità è quindi espressione questa ecologia religiosa dalle oI-n
radici tardo-romantiche prima indicate (la mistica del suolo patrio, il bino- n
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