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La riconquista della natura per una nuova religiosità ecologica


            recenti), corollario di mantiche e di satanismi d’ogni genere, anziché esse-
            re vista come una sorta di hybris di chi, dinanzi all’inoperabile (in base alle
            nostre conoscenze appurate), invece di rassegnarsi nel nome della neces-
            sità dell’Essere (abbandono alla volontà di Dio), cerca comunque vie di
            salvezza. E così si affida all’altra scienza, raffazzonato bricolage operato
            dall’astuzia della ragione, pretendendo poi che debba funzionare secondo
            i parametri di quella sperimentale.
               In questo contesto, commistione fra la reiterata fuga dalla tecnica, in
            quanto deviante o inefficace, e la rivalutazione di una sacralità magica, che
            sulla base di una rivalutazione delle culture tradizionali, promette un’esi-
            stenza psicofisica più sana, vediamo svilupparsi il singolare fenomeno
            della cosiddetta “ecologia religiosa”. Luiz Eduardo Soares, riferendosi in
            particolare alla realtà brasiliana, parla di “misticismo ecologico”, avente lo
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            scopo di creare una nuova armonia fra spirito e materia, reintegrando l’in-
            dividuo in una natura non contaminata dalla tecnica. Su tale base, nota
            ancora l’autore, si sviluppava a Pouso Alto l’Incontro delle Comunità
            Olocosmiche, nel quale in toni mistici veniva annunciato l’avvento di una
            nuova era. Portato di questo quadro del mondo sono ancora la rivaluta-
            zione di una ratio alternativa, di una simbolica femminile, dell’intuizione,
            della sensibilità. Scrive in proposito Soares: «...al fine la fonte e la via
            hanno la stessa natura, sono emozioni pure e pura intuizione. Sono
            entrambe scintille in noi dell’energia cosmica, vibrazioni e riverberi, i
            nights che dissolvono la corazza dell’ego, degli “artifici della ragione” e ci
            pongono quindi in contatto con la fonte: transindividuale, supercollettiva,
            cosmica» (Op. cit.: 136). Punto di congiunzione ora fra uno spirito che si
            avvicina alla natura e questa che viene percepita e vissuta spiritualmente,
            è il concetto di energia, termine che, ampiamente utilizzato dai movimen-
            ti spiritici del XIX secolo, era servito a creare un tratto d’unione fra lo
            scientismo positivista e l’esigenza del sovrasensibile.
               Sulla medesima linea di pensiero si collocano ora i rappresentanti di
            quella Deep Ecology, che vedendo come riduttivo un approccio tecnico alla
            salvaguardia della natura, additano come soluzione una trasformazione
            del nostro essere, che deve anzitutto porsi in armonia con la natura, con i
            suoi ritmi. Così Gary Snyder identifica in una vera coscienza ecologica il
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            modo per modificare il proprio essere e porlo in armonia con la totalità
            dell’universo, in contrapposizione alla «ideologia dominante delle società
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