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La riconquista della natura per una nuova religiosità ecologica
cetti di primitivo e di civilizzato si debbano calcolare sulla base della mag-
giore o minore vicinanza alla natura. Ugualmente quindi non è casuale che
la critica ai valori occidentali, al suo evoluzionismo dialettico, si esprima in
un complesso tentativo di riproporre una sorta di comunione con un ele-
mento naturale dal quale ci si sarebbe improvvidamente allontanati, col
risultato di depotenziare le facoltà istintive in favore di una ipertrofia di
un razionale-innaturale. Ben si evince questa concezione dalle narrazioni
iniziatiche del californiano Castaneda, al quale il maestro Don Juan sug-
gerisce di eliminare le mediazioni logiche (carta e penna) per un rapporto
emotivo immediato con la realtà, onde ridestare una sensitività assopita. Il
discepolo deve anzitutto trovare il suo posto, sentirlo, percepire l’armonia
fra sé e l’elemento naturale, orientarsi in un universo del quale egli deve
percepirsi come parte integrante. Così il “naturale” Don Juan e il suo
discepolo riscoprono ai margini dell’America i principi magico-filosofici
rinascimentali, superano la quantificazione galileiana, la matematizzazione
realizzabile solo in un universo determinato, segno dell’epoca moderna, e
ripropongono un universo animato, mutevole, nei confronti del quale è
sempre possibile operare da parte del microcosmo umano.
Antiche nostalgie
Il citato lavoro di Spengler, Il tramonto dell’Occidente, allora come adesso
fu soggetto a varie interpretazioni e quindi suggerì differenti indirizzi
ideologico-politici. La sua analitica descrizione dei fenomeni della Kultur e
della Zivilisation venne comunque letta soprattutto come una esaltazione
della prima rispetto a una denigrazione della seconda, e l’enunciazione del
tramonto della civiltà occidentale apparve a molti come un ammonimen-
to in base al quale ci si sarebbe potuti salvare dalla decadenza a patto di
riesumare i modi di una cultura tradizionale. Magari assumendola dal
Medioevo, da antichi valori terriero-cavallereschi, o ancora da nuove poli-
tiche nazional-spirituali delle quali poteva divenire degno interprete il
mondo tedesco. Su questa via si mosse in parte il nazional-socialismo o
meglio una serie di movimenti culturali che, nel criticare la modernità, cer-
carono di recuperare i valori tradizionali. Essi si espressero essenzialmen-
te nell’ambito nell’inglobante quanto eterogeneo movimento della
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Rivoluzione Conservatrice, ed in particolare in quelle concezioni che vide-
ro quale valore fondamentale per una fuga dalla decadenza borghese il
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