Page 108 - 0848_boiardi_interno.qxp
P. 108

La riconquista della natura per una nuova religiosità ecologica


            cetti di primitivo e di civilizzato si debbano calcolare sulla base della mag-
            giore o minore vicinanza alla natura. Ugualmente quindi non è casuale che
            la critica ai valori occidentali, al suo evoluzionismo dialettico, si esprima in
            un complesso tentativo di riproporre una sorta di comunione con un ele-
            mento naturale dal quale ci si sarebbe improvvidamente allontanati, col
            risultato di depotenziare le facoltà istintive in favore di una ipertrofia di
            un razionale-innaturale. Ben si evince questa concezione dalle narrazioni
            iniziatiche del californiano Castaneda, al quale il maestro Don Juan sug-
            gerisce di eliminare le mediazioni logiche (carta e penna) per un rapporto
            emotivo immediato con la realtà, onde ridestare una sensitività assopita. Il
            discepolo deve anzitutto trovare il suo posto, sentirlo, percepire l’armonia
            fra sé e l’elemento naturale, orientarsi in un universo del quale egli deve
            percepirsi come parte integrante. Così il “naturale” Don Juan e il suo
            discepolo riscoprono ai margini dell’America i principi magico-filosofici
            rinascimentali, superano la quantificazione galileiana, la matematizzazione
            realizzabile solo in un universo determinato, segno dell’epoca moderna, e
            ripropongono un universo animato, mutevole, nei confronti del quale è
            sempre possibile operare da parte del microcosmo umano.


            Antiche nostalgie
               Il citato lavoro di Spengler, Il tramonto dell’Occidente, allora come adesso
            fu soggetto a varie interpretazioni e quindi suggerì differenti indirizzi
            ideologico-politici. La sua analitica descrizione dei fenomeni della Kultur e
            della Zivilisation venne comunque letta soprattutto come una esaltazione
            della prima rispetto a una denigrazione della seconda, e l’enunciazione del
            tramonto della civiltà occidentale apparve a molti come un ammonimen-
            to in base al quale ci si sarebbe potuti salvare dalla decadenza a patto di
            riesumare i modi di una cultura tradizionale. Magari assumendola dal
            Medioevo, da antichi valori terriero-cavallereschi, o ancora da nuove poli-
            tiche nazional-spirituali delle quali poteva divenire degno interprete il
            mondo tedesco. Su questa via si mosse in parte il nazional-socialismo o
            meglio una serie di movimenti culturali che, nel criticare la modernità, cer-
            carono di recuperare i valori tradizionali. Essi si espressero essenzialmen-
            te nell’ambito nell’inglobante quanto eterogeneo movimento della
       A
       n
       n
            Rivoluzione Conservatrice, ed in particolare in quelle concezioni che vide-
            ro quale valore fondamentale per una fuga dalla decadenza borghese il
       oI-n
       .1
       112 SILVÆ
   103   104   105   106   107   108   109   110   111   112   113