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La riconquista della natura per una nuova religiosità ecologica
ciente società nordamericana, e si collocava in particolare nelle università,
per esprimersi contro l’Università. Essa veniva criticata, nota davvero sin-
golare, non per una eventuale inefficienza, ma per la sua eccessiva effi-
cienza; per essere parte integrante di un sistema altamente perfezionato,
quale la società americana, che operava appunto come una macchina idea-
le con il minor spreco di energia. L’individuo diveniva così parte del mec-
canismo, elemento precisamente collocato in un sistema che nella sua
razionalità connetteva tecnica ed economia, evitando ogni dispersione,
ogni dissenso ed evasione. La risposta a questo efficientismo, all’ottimi-
smo progressista che in termini politici si traduceva in un’organizzazione
del mondo sulla base dell’universalismo della democrazia americana, furo-
no le gesta e le affabulazioni dei giovani di Kerouac, col loro muoversi
libero attraverso un paese immaginariamente inselvatichito, privato di
recinti e di segnali: un viaggio senza meta, uno spostarsi senza il dove,
controparte del ragionevole progressismo di una imperante normalità.
Alla logica hegeliana si contrapponeva la logica Zen (la sua dottrina veni-
va diffusa in America a partire dagli anni Cinquanta da Allan Watts); alla
sintesi della prima, il discorso aperto e quindi privo di senso, o meglio di
un senso, ad opera di un pensiero che si sposava con il movimento hippy
se non lo coltivava. Del resto l’esigenza di una dottrina priva di dogmi,
richiamantesi a un vitalismo elementare, rappresentava la reale contrappo-
sizione a un mondo in cui trionfava la ragione strumentale; così a una reli-
gione come sistema chiuso, si contrapponeva una religiosità anarchica,
individuale, in grado di suggerire emozioni e non principi. Su tale base
Watts individuava nella religione non una fonte di norme, ma un mezzo
per la felicità quale equilibrio e armonia interiore, e indicava nella medi-
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tazione il mezzo per raggiungerla attraverso il superamento del principio
individuativo (base etica della “logica”) nell’unione con la totalità del
Brahman.
Non è dunque casuale il ricorso all’Oriente e alla sua peculiare espres-
sione di pensiero quale lo Zen: è il prodotto di una rivoluzione antiocci-
dentale, intendendo per Occidente quell’insieme di evoluzionismo, razio-
nalismo e tecnicismo, categorie in base alle quali esso formula le valuta-
zione di civile o incivile, ovvero di primitivo e civilizzato. Termini che si .1
possono tradurre con espressioni meno forti ma di non diverso significa- oI-n
to quali Naturvölker e Kulturvölker, secondo l’accezione per la quale i con- n
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