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LE TECNICHE DI INDAGINE VOLTE
ALLA INDIVIDUAZIONE DI REATI
NEGLI APPALTI PUBBLICI
ISABELLA IASELLI
GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
Sommario: 1. Premessa. - 2. La verifica documentale della illegittimità amministrativa. - 3. La prova
dichiarativa. - 4. Le intercettazioni. - 5. La registrazione effettuata dal privato. - 6.
L’agente provocatore e i reati in materia di appalti pubblici. - 7. Le indagini in tema di
criminalità organizzata in particolare. - 8. Le indagini nei casi di collusioni tra privati. -
9. Le prove inammissibili.
1. Premessa
La finalità del legislatore, attraverso l’articolata serie di norme dettate dal
codice penale, dal codice degli appalti pubblici e dal codice antimafia, è quella
di garantire il principio di libera concorrenza attraverso una contrattazione giu-
sta e vantaggiosa che non consenta indebite intromissioni da parte di funzionari
infedeli o di esponenti della criminalità organizzata.
I reati negli appalti pubblici devono essere distinti in due categorie:
- reati commessi previa intesa con gli amministratori pubblici;
- reati commessi da privati ai danni della pubblica amministrazione.
In entrambi i casi le indagini sono particolarmente complesse e difficili.
Nella prima ipotesi, occorre procedere all’acquisizione di elementi che
consentano di provare sia la illegittimità dell’azione amministrativa sia l’esisten-
za di intese illecite.
Ed invero non è sufficiente, ai fini penali, dimostrare la violazione di legge
da parte del funzionario che si ritiene infedele, bensì occorre anche far emergere
l’elemento soggettivo della intenzionalità della violazione per profitti personali.
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