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CODICE DEGLI APPALTI
E NORMATIVA PENALE
GIUSEPPE SANTALUCIA
CONSIGLIERE DI CASSAZIONE
CAPO DELL’UFFICIO LEGISLATIVO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
SOMMARIO: 1. Premessa. - 2. Esclusione dalla procedura.- 3. Casi di irrilevanza dei precedenti penali. -
4. L’esclusione dalla gara per omessa denuncia di fatti di criminalità mafiosa. - 5. Modalità
di partecipazione alla gara. - 6. Tutela penale del segreto nelle procedure di gara.
1. Premessa
Le connessioni tra disciplina degli appalti pubblici e diritto penale sono di
assai agevole rilevazione. Se i contratti di appalto o di concessione, posti in esse-
re dalle pubbliche amministrazioni ed aventi per oggetto l’acquisizione di ser-
vizi o di forniture, ovvero l’esecuzione di opere o lavori, sì come definiti all’ar-
ticolo 3 del d. lgs. n. 50 del 2016 (cosiddetto nuovo codice degli appalti), comporta-
no l’erogazione di risorse finanziarie spesso consistenti e costituiscono pertanto
occasione di arricchimento per i privati, l’eventualità di distorsioni funzionali
per il perseguimento di illeciti vantaggi va contrastata con la predisposizione di
un insieme di strumenti repressivi.
Si tratta di un settore tradizionale del diritto penale, che si compone di
numerose norme incriminatrici volte a tutelare il bene finale del buon andamen-
to e dell’imparzialità della pubblica amministrazione attraverso la tutela di inte-
ressi a più diretto contatto con le condotte criminose: si pensi all’incriminazione
delle varie forme di corruzione, che preservano l’interesse a che gli atti d’ufficio
non siano oggetto di mercimonio, o alla disposizione sul delitto di abuso di uffi-
cio, che ha come oggetto immediato di tela l’interesse a che l’esercizio dei pub-
blici poteri non patisca deviazioni dalla causa tipica.
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