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I REQUISITI DI MORALITÀ E ORDINE PUBBLICO PER LA PARTECIPAZIONE
                                        ALLE GARE D’APPALTO


                  la conoscenza degli istituti e meccanismi elaborati dal legislatore in fun-
             zione delle rappresentate esigenze di legalità e prevenzione è indispensabile per
             comprendere come ne sia possibile un “aggiramento” da parte di soggetti lega-
             ti, più o meno direttamente, a gruppi criminali. d’altra parte, la giurisprudenza
             amministrativa è da sempre estremamente sensibile a questo problema, come
             dimostrato dal fatto che molti dei principi poi recepiti dalla legge sono stati ori-
             ginariamente  elaborati  nella  prassi  applicativa  dei  tribunali  amministrativi
             regionali e del consiglio di stato; inoltre, è la giurisprudenza a vivere la sfida
             quotidiana di applicare le regole esistenti anche a situazioni “inedite”, non pre-
             viste dal legislatore, e quindi ad adattarle a fattispecie nuove con soluzioni poi
             ancora una volta recepite a livello normativo, in una sorta di processo “circola-
             re” che caratterizza questo come altri settori del diritto amministrativo.




             2. I requisiti di moralità professionale delle imprese


                  l’art. 80 del codice disciplina le cosiddette cause di esclusione dalla partecipa-
             zione alle gare, ossia quei requisiti soggettivi che tutti i concorrenti debbono pos-
             sedere per poter contrattare con la p.a., e che non vanno confusi con i requisiti
             di idoneità professionale e di capacità tecnica ed economica (oggi disciplinati
             onnicomprensivamente, con la definizione di “criteri di selezione”, dal succes-
             sivo art. 83): infatti, mentre questi ultimi attengono rispettivamente al grado di
             esperienza e capacità professionale del concorrente - e cioè, in sintesi, alla sua
             idoneità sotto il profilo tecnico a espletare l’attività oggetto di gara - e alla sua
             solidità finanziaria - e, quindi, alla sua idoneità a far fronte agli impegni contrat-
             tuali assunti -, i primi, tradizionalmente definiti anche “di ordine pubblico” o di
             moralità, consistono essenzialmente in condizioni soggettive del concorrente
             suscettibili, ove sussistenti, di precluderne la partecipazione alla gara e, qualora
             sopravvenuti a procedura in corso, di giustificare il rifiuto dell’amministrazione
             aggiudicatrice a stipulare il contratto. nel delinearli, l’art. 80 recepisce il conte-
             nuto  dell’art.  38  della  direttiva  2014/23/ue  e  dell’art.  57  della  direttiva
             2014/24/ue, innovando fortemente rispetto al previgente art. 38 del d.lgs. 12
             aprile 2006, n. 163: una norma, quest’ultima, fra le più travagliate del vecchio

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