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I requIsItI dI moralItà e ordIne


             pubblIco per la partecIpazIone


                           alle gare d’appalto






                                         RAFFAELE GRECO
                                         CONSIGLIERE DI STATO
              CONSIGLIERE GIURIDICO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO PER LA RICOSTRUZIONE




             sommarIo: 1. premessa. - 2. I requisiti di moralità professionale delle imprese. - 3. condanne penali
                      definitive. - 4. misure di prevenzione e antimafia. - 5. Violazione di obblighi fiscali e
                      contributivi. - 6. Violazioni in materia di lavoro e ambientali. - 7. Fallimento e proce-
                      dure concorsuali. - 8. gravi illeciti professionali. - 9. conflitti di interessi. - 10. sanzioni
                      interdittive  a  carico  di  persone  giuridiche  e  società.  -  11.  False  dichiarazioni.  -  12.
                      Violazioni del divieto di intestazione fiduciaria. - 13. Violazione alla normativa sul col-
                      locamento di soggetti disabili. - 14. omessa denuncia di reati. - 15. situazioni di con-
                      trollo o collegamento tra imprese - 16. Il cosiddetto self  cleaning.


             1. Premessa

                  Il settore degli appalti pubblici è notoriamente fra i più sensibili alla per-
             petrazione di illeciti ed all’infiltrazione della criminalità (organizzata e non): le
             più o meno recenti e tristi esperienze che riempiono le cronache giudiziarie del
             nostro paese ci hanno da tempo fatto capire come qualsiasi “falla” del sistema
             normativo e amministrativo possa essere sfruttata per la diffusione di fenomeni
             di corruzione che alterano le procedure di gara, o per l’appropriazione di rile-
             vanti commesse pubbliche da parte di sodalizi criminali. per questo l’ordina-
             mento si preoccupa, già nel momento della disciplina di gara, di prevenire il
             rischio che a questa possano partecipare soggetti “compromessi” o “sospetti”,
             dettando apposite norme, che si inseriscono nel più ampio quadro normativo
             teso a garantire l’imparzialità e la trasparenza del confronto fra gli operatori eco-
             nomici; in questo, il legislatore italiano è continuamente sollecitato e controllato


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