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DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO - GRUPPI ARMATI NON STATALI



                    Pensiamo alla regione strategica mediterranea allargata, così ricca d’idro-
               carburi (che non sempre portano prosperità), con conflittualità endemiche con-
               tinue. È chiaro che le fonti di energia sono state e rappresentano tuttora le risor-
               se ma anche i rischi più importanti nel Mediterraneo e aumentano in propor-
               zione alle nuove recenti importanti scoperte di giacimenti di gas metano. Sono
               ovviamente anche una grande fonte di sviluppo quando interessi settoriali o
               nazionali non li mutino in fonti di conflitto aspro e sanguinoso, per possederle
               e per usarle ad acquisizioni di armi.
                    Se nel passato era stato il petrolio, e lo è ancora, il motore energetico e
               economico della regione, attualmente, con la scoperta di numerosi giacimenti di
               gas nel Mediterraneo orientale (scoperte dovute alle rivoluzionarie innovazioni
               tecnologiche di ricerca), il quadro si è complicato ancora di più. Altro petrolio,
               oltre al gas, è stato individuato nelle profondità del mare e non appena i giaci-
               menti individuati diverranno produttivi, una nuova prospettiva di ricchezza si
               concreterà. Gli esperti sostengono che queste scoperte ridisegneranno la mappa
               energetica del Medio Oriente e anche dell’Europa. E al novanta per cento hanno
               ragione. Anche i conflitti interni a loro volta la stanno ridisegnando.
                    La geopolitica della regione con i suoi equilibri è profondamente cambia-
               ta, anche per un massiccio intervento delle potenze occidentali (gli attori ester-
               ni), che hanno contribuito in maniera esponenziale alla perdita di quegli equili-
               bri instabili che però consentivano, paradossalmente, una compensazione stati-
               ca  tra  i  Paesi  rivieraschi  del  Mediterraneo,  evitando  conflitti,  anche  a  bassa
               intensità.
                    Questi territori stanno attraversando una crisi economica senza precedenti
               anche  a  causa  della  forte  recessione  europea.  I  Paesi  della  sponda  sud  del
               Mediterraneo hanno aumentato il debito con l’estero. Per le cosiddette “prima-
               vere arabe” l’economia degli stati musulmani di questa regione è andata peggio-
               rando quando non è collassata completamente per i conflitti simmetrici o asim-
               metrici in atto, come la Siria, l’Iraq, con continue violazioni dei diritti umani ele-
               mentari,  indotte  anche  dalla  lotta  per  la  sopravvivenza  al  potere,  come  sta
               facendo l’IS, sebbene dichiari di rispettare quella Shari’ah che, nella citata Carta
               del Cairo, proibisce esplicitamente i comportamento adottati da quei miliziani.
                    I rischi sociali sono strettamente connessi ai fattori economici e demografici:

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