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LA DEPORTAZIONE DEI CARABINIERI
DI ROMA (7 OTTOBRE 1943)
Prof. Mariano GABRIELE
Presidente Onorario della Società Italiana di Storia Militare, già
Docente di Storia e Politica Navale e Direttore Generale presso il
Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica.
È forse la lealtà la componente che più ha distinto l’azione dei Carabinieri
italiani nel corso di una storia secolare e gloriosa, lealtà verso la patria che
hanno servito durante la pace e le guerre, lealtà verso il popolo dal quale pro-
vengono e con il quale hanno vissuto come difensori dell’ordine e della sicurez-
za.
Costantemente, la religione dell’obbedienza si è accompagnata a questo
motivo morale che come un filo d’oro ha intessuto nel tempo le relazioni con
la gente minuta come con i capi politici e militari del Paese.
Quando il sentimento di lealtà è connaturato con la coscienza non occorre
alcun impegno particolare perché sia manifestato e vissuto come ordinario nelle
tempeste della storia, non per atarassia, ma nella serena coscienza di svolgere il
proprio dovere.
Così, nella tragica Sicilia del 1943, quando tra maggio e giugno alcuni citta-
dini di Marsala presentano denunce per rapine e furti commessi da militari tede-
schi, i Carabinieri intervengono tre volte per contrastare le ruberie - in un caso
vi è coinvolto anche un ufficiale - e lo fanno con cortesia, ma con fermezza,
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