Page 232 - Rassegna 4-2016
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TRIBUNA DI STORIA MILITARE
Questo discorso pare attuale e utile quando, a settembre, si è propone la
questione di reperire nell’Italia centrale lavoratori da trasferire al Nord;
- la prima campagna di arruolamento raccoglie a malapena un migliaio di
adesioni in dodici giorni;
- una seconda, condotta con molto maggiore energia tra il 24 settem-
bre e il 4 ottobre pare che frutti 16mila uomini, ma poi, per un motivo o l’al-
tro, si sfilano quasi tutti e alla fine rimangono solo 934, a fronte dei 90mila
sperati.
Non solo, ma nell’occasione i tedeschi si rendono conto che i Carabinieri
sono disponibili solo per i compiti d’istituto e che l’idea, caldeggiata a Roma e
a Verona dai Servizi di Sicurezza, “di far prelevare i lavoratori soggetti agli
obblighi del servizio del lavoro dai Carabinieri” non sta in piedi, dal momento
che costoro “spesso procedono in modo da suggerire addirittura la fuga ai gio-
vani di leva”(7).
Sic rebus stantibus, ci si può figurare quanto dessero fastidio i Carabinieri di
Roma con la loro mentalità legale e comprensione umana per i perseguitati. È
un atteggiamento che spesso vanifica le azioni repressive.
Cominciano le diserzioni, favorite dalle crisi di coscienza dei militi per i
servizi che vengono loro richiesti e dagli inviti che vengono dal governo del
Re a darsi alla macchia, e la consistenza dei Carabinieri diminuisce sempre
più.
Viene deciso quindi, verosimilmente dai tedeschi, che quegli uomini non
servizievoli vanno catturati e deportati; probabilmente Schreiber s’inganna
quando scrive che “si trattò di una azione del maresciallo Rodolfo Graziani,
ministro della Difesa della Repubblica Sociale Italiana, attuata con l’appoggio di
truppe tedesche”(8): saranno infatti i militari germanici della 2° divisione caccia-
tori paracadutisti ad eseguire l’operazione, senza che al loro fianco operi una
rilevante partecipazione neofascista.
L’ordine di disarmare i carabinieri di Roma, comunque, viene firmato dal
maresciallo Graziani il 6 ottobre, su carta intestata del Ministero della Difesa
della RSI.
(7) - L. KLINKHAMMER, L’occupazione tedesca in Italia.1943-1945, Torino, 1993, pagg. 138-41.
(8) - SCHREIBER, cit., pag.160.
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