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IL 1916. L’EVOLUZIONE DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE
                        AL CONGRESSO DELL’UFFICIO STORICO DELLO SMD

della Difesa, Gen. Claudio Graziano. Questi, da profondo e appassionato cono-
scitore della materia, ha dato un rapido ma ben delineato quadro delle nuove
dimensioni assunte dalle problematiche operative, imposte dal conflitto. La
prima fase congressuale si è conclusa con una interessantissima introduzione
dei lavori inerente alla situazione nel 1916 sul piano delle relazioni internazio-
nali, tenuta dal Prof. Massimo De Leonardis, dell’Università Cattolica del Sacro
Cuore di Milano, Presidente della Commissione Internazionale di Storia
Militare (CIHM).

      Successivamente, sono stati avviati i lavori con la prima sessione del con-
gresso, presieduta dallo stesso Prof. Antonello Folco Biagini, dedicata all’evolu-
zione internazionale assunta dal conflitto in quell’anno.

      La sequenza delle relazioni della prima sessione ha visto esordire il Prof.
Alessandro Vagnini, de “La Sapienza, Università di Roma”, che ha approfondi-
to la stabilizzazione del fronte balcanico, la quale ha reso evidente nel 1916, da
un lato, la momentanea impossibilità di sviluppare un’azione di rottura sul fian-
co meridionale degli Imperi Centrali e, da un altro lato, ha lasciato intravedere
la possibilità di un’evoluzione della situazione sulla base degli equilibri comples-
sivi della regione. Di seguito, è intervenuto il Prof. Fabio Grassi, dello stesso
Ateneo, che ha invece trattato della situazione nel Medio Oriente, dove inizial-
mente sono le forze turco-tedesche a ottenere successi, mentre in un secondo
momento le vicende percorrono la via opposta.

      I soldati dei Regi Corpi Truppe coloniali e la situazione delle colonie ita-
liane sono stati invece al centro della relazione del Prof. Alessandro Volterra,
dell’Università degli Studi Roma Tre, il quale ha anche evidenziato l’aumento
nel 1916 del numero dei soldati del Corno d’Africa inviati in Libia, nonché
vicende delle truppe libiche inviate in Sicilia tra l’estate 1915 e la primavera del
1916 e il dibattito apertosi sull’uso di truppe africane sul fronte Italo-Austriaco.

      Anche il Prof. Giuseppe Conti, de “La Sapienza, Università di Roma”, e il
Prof. Gianluca Pastori, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si
sono occupati della situazione internazionale. Il primo, analizzando la brutaliz-
zazione della guerra registratasi nel 1916: i combattimenti sempre più violenti
per mare e per terra portano il conflitto ad uno stallo, in cui gli schieramenti,
ormai consapevoli dell’impossibilità di una rapida vittoria, cercano l’esaurimento

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