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LA DEPORTAZIONE DEI CARABINIERI DI ROMA (7 OTTOBRE 1943)
Giustificando il provvedimento con la “inefficienza numerica morale
combattiva dell’Arma dei CC.RR. in Roma”, rappresentatagli dal generale
Delfini, il maresciallo dispone:
“1) entro questa notte tutti i carabinieri reali siano disarmati:
a. le stazioni a cura della P.A.I. che sostituirà i carabinieri nei rispettivi ser-
vizi;
b. i reparti accasermati a cura del generale Delfini che mi risponde perso-
nalmente della esecuzione integrale;
2) i militari dell’Arma resteranno disarmati nei rispettivi posti: quelli delle
stazioni sotto la responsabilità della P.A.I., quelli delle caserme sotto la respon-
sabilità del generale Delfini e dei rispettivi comandanti;
3) gli ufficiali resteranno nei rispettivi alloggiamenti sotto pena in caso
di disobbedienza, di esecuzione sommaria e di arresto delle rispettive fami-
glie”.
Nella stessa data il generale Delfini dirama, “di seguito agli accordi presi
con le autorità germaniche interessate”, le modalità di esecuzione, non senza
ricordare, sia pure nel suo zoppicante italiano, che paracadutisti tedeschi apri-
ranno il fuoco contro chi tenti di evadere.
In realtà, come chiaramente emerge dal diario del maresciallo Sabatini -
stralci del quale Anna Maria Casavola riporta nel suo bel volume dedicato all’ar-
gomento - “militari tedeschi armati di armi automatiche entrano in caserma,
ispezionano tutto, bloccano le porte di uscita” della caserma della Legione
Lazio; l’azione, che ha luogo con la complicità di alcuni ufficiali, si ripete nelle
altre caserme e negli accantonamenti dei Carabinieri nella capitale.
Nei giorni precedenti le diserzioni - non sono fughe, perché di solito chi
sparisce si porta le armi - sono aumentate, e ormai gli 11mila Carabinieri pre-
senti ai reparti nei giorni dell’armistizio si sono ridotti a cinquemila, metà dei
quali riesce ad evitare di cadere nella retata.
Saranno quindi circa 2.500 uomini, tra Carabinieri, allievi e uomini dello
Squadrone Guardie che, secondo le fonti tedesche, saranno deportati, prima
nell’Italia settentrionale, poi in Germania(9).
(9) - A. M. CASAVOLA, 7 ottobre 1943. La deportazione dei carabinieri romani nei Lager nazisti, Roma,
2008, pagg. 7-52.
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