Page 230 - Rassegna 4-2016
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TRIBUNA DI STORIA MILITARE

      Ma ancora un Carabiniere, il maggiore Mario Cattaneo si distinguerà per
l’impegno e il coraggio che gli meritano un encomio solenne durante l’insurre-
zione di Napoli, quando civili e militari combatteranno insieme per cacciare
l’invasore.

      Pur facendo grazia al lettore del richiamo ad una lunga serie di episodi,
preme sottolineare che la resistenza nel Sud va considerata con grande
rispetto.

      Si tratta di vicende inevitabilmente disorganizzate e quasi sempre non col-
legate tra loro, ma rivendicano senza misurare il livello del sacrificio la dignità
della nazione. E viene in mente una lirica toccante e breve di Elena Bono, che
esprime il senso della storia meglio di un lungo discorso: “Piccola Italia, non
avevi corone turrite/né matronali gramaglie./ Eri una ragazza scalza/coi capelli
sul viso/e piangevi/e sparavi”.

      Più a Nord, intanto, subito dopo la proclamazione dell’armistizio si è con-
sumato il destino di Roma, dove ancora una volta i carabinieri hanno scritto una
pagina di storia che segnerà l’avvenire.

      Mobilitato a tarda sera dell’8 settembre, il 2° battaglione Allievi Carabinieri
su tre compagnie (4°, 5°, 6°), agli ordini del TC Frailich, è già schierato sulla
destra della Basilica di San Paolo alle 00:30 del 9. Ma poiché alla Magliana il
caposaldo cinque è caduto nelle mani del nemico, gli Allievi Carabinieri avanza-
no in prima linea e nel mattino del 9 settembre partecipano con grande slancio
al contrattacco. Alle ore 10:00 è riconquistato il terreno perduto.

      Il battaglione ha combattuto disposto in una formazione a V, con la 5°
compagnia leggermente arretrata al centro e le altre due alle ali un poco più
avanzate per favorire una manovra di avvolgimento.

      Nel corso dei combattimenti cade da eroe il capitano Orlando De
Tomaso, comandante di compagnia, alla cui memoria sarà conferita la medaglia
d’oro al valor militare.

      Agli Allievi daranno il cambio duecento Carabinieri appiedati del Gruppo
Squadroni Pastrengo, che resteranno sulla linea del fuoco fino alla mattina del
10; un bilancio provvisorio delle perdite conterà diciassette morti e quarantotto
feriti. Non pare inutile sottolineare come nel primo dei “giorni dell’ira” che la
patria dovrà vivere, i Carabinieri siano presenti.

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