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IL 1916. L’EVOLUZIONE DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE
AL CONGRESSO DELL’UFFICIO STORICO DELLO SMD
Direzione Nazionale Armamenti, che con il supporto di diverse immagini, ha
tratteggiato la dimensione operativa dell’intelligence, con particolare riguardo
all’attività informativa condotta con la sempre più affermata componente aerea,
nell’esperienza del Regio Esercito.
La crittografia sul fronte italiano è stata poi oggetto della relazione del
Prof. Ing. Cosmo Colavito, della Fondazione G. Marconi - Quadrato della radio,
mentre un interessante intervento sulla realtà e sul sempre maggiore impiego
del personale della Pubblica Sicurezza di allora è stato trattato dal Dott.
Raffaele Camposano, Capo dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato.
La sessione si è conclusa con il Ten. Col. CC Flavio Carbone, dell’Ufficio
Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, che ha esposto una
relazione sull’attività e il ruolo dell’Arma come organo di polizia militare e di
intelligence.
La terza sessione ha indagato l’evoluzione tecnico-militare della guerra.
Presieduta dal Gen. Isp. Basilio Di Martino, Direttore Generale della Direzione
Informatica, Telematica e Tecnologie Avanzate, la sessione si è rivolta all’evo-
luzione del conflitto dalla prospettiva delle Forze Armate (FA), iniziando con
un altro relatore internazionale: dall’Austria, il Col. M. Christian Ortner, diret-
tore del Museum and Institute of Military History di Vienna, che ha approfondito,
anche con l’ausilio di belle immagini, diversi aspetti del terzo anno di guerra
dell’Esercito austro-ungarico, con maggiori dettagli sul loro punto di vista circa
il fronte italiano (anche questo intervento, in inglese, ha avuto il supporto del
servizio di interpretariato). Si sono poi succeduti gli interventi degli Stati
Maggiori e dei Comandi di vertice delle nostre istituzioni militari. Ha iniziato il
Col. Cristiano Maria Dechigi, Capo Ufficio Storico dell’Esercito, che ha analiz-
zato l’evoluzione del conflitto sul fronte italiano. Oltre alla relazione program-
mata sulle soluzioni tecniche e procedurali assunte dalla FA, il Col. Dechigi ha
tratteggiato un profilo del Gen. Cadorna che evidenziava la pretestuosità di
diverse accuse mossegli in passato. È stata poi la volta del C.V. Giosuè Allegrini,
Capo dell’Ufficio Storico della Marina Militare, il quale ha sottolineato l’impor-
tanza delle strategie e delle tattiche messe in atto dalla flotta italiana sul mare,
soprattutto in Adriatico, ma anche in cooperazione con le forze terrestri nelle
zone costiere.
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