Page 223 - Rassegna 4-2016
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LE DUE COMPONENTI DELLA STORIA MILITARE
topografi delle maggiori potenze presero l’abitudine di corredare le carte e i
piani tridimensionali delle fortificazioni di «memorie» storico-statistiche sulle
precedenti esperienze di guerra.
Lo scopo era far emergere, dallo studio delle precedenti campagne, le
opportunità logistiche e operative di un determinato terreno: e non solo il ter-
reno fisico, ma anche il terreno socio-economico, quel che nella più recente
dottrina americana della guerra contro-insurrezionale è stato battezzato «human
terrain» (tema col quale i carabinieri hanno sicuramente maggiore familiarità dei
marines).
È da questi studi, via via estesi e approfonditi, che gradualmente è stato
possibile elaborare la contemporanea teoria militare della guerra e lo stesso
attuale vocabolario dell’arte militare, a cominciare da concetti fondamentali
come «scopo/obiettivo», «linee/base», «manovra», «concentrazione/dispersio-
ne», «guerriglia», «strategia», «potere marittimo», «approccio indiretto», «dissua-
sione». non è possibile comprendere il Vom Kriege di clausewitz e il précis del
suo classico antagonista Jomini se non si tiene conto che rappresentano il distil-
lato teorico dei rispettivi studi professionali delle campagne della rivoluzione e
dell’impero francese: studio ‛drammatico’ della storia ‛presente’, non il «passa-
tempo per generali in pensione» (palaiôn hegemónon anáthema) teorizzato da
onasandro all’epoca della pax augusta.
La storia militare in senso proprio si andò così strutturando come tipica
attività di stato maggiore, funzionale sia alla regolamentazione dottrinale che
alla pianificazione operativa e strategica. dopo il 1945 questa attività è stata
completamente abolita in alcuni paesi europei, ma non in altri come Francia,
germania e gran Bretagna e soprattutto non negli stati uniti, dove sia il
dipartimento della difesa che ciascuna Forza armata dispongono di una plu-
ralità di centri e istituti interni ed esterni di ricerca storico-militare applicata alla
regolamentazione dottrinale, alla pianificazione tattica, operativa, logistica e
strategica e ai problemi generali attinenti alla sicurezza nazionale, che operano
secondo criteri minuziosamente definiti da appositi Field manuals. Queste
ricerche storico-militari sono condotte in stretta cooperazione con università e
think tanks, con una continua osmosi tra studiosi civili e militari di varia forma-
zione e con assoluta indipendenza di giudizio.
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