Page 47 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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glI alleatI, l’ItalIa, la lIberazIone. Fra vIncolI strategIcI e sFIde polItIco-IstItuzIonalI




                    Siamo, tuttavia, ancora lontani dalla logica della guerra fredda vera e propria,
               che avrebbe trovato espressione nel discorso Fulton di Churchill del 5 marzo 1946 e
               nella presentazione della dottrina truman del 12 marzo 1947. dal punto di vista
               statunitense,  i  timori principali si  legano alla mancanza, nel Presidente del
               Consiglio, “della vitalità, la vigilanza e la sicurezza che anche Bonomi aveva mostra-
               to” e a quella che - al di là della sua “serietà, semplicità e distinzione intellettuale” -
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               era considerata come una leadership senza dinamismo .
                    Sono timori che le autorità italiane riescono a dissipare solo in parte. le
               necessità materiali del paese e i limiti imposti alla sua sovranità sono freni impor-
               tanti all’azione dell’esecutivo, che la classe politica nazionale cerca di superare per
               varie strade, non sempre coerenti. inoltre, sulle valutazioni e le scelte anglo-ame-
               ricane pesa ancora l’assenza di una visione a lungo termine, che vada oltre le esi-
               genze della stabilizzazione e componga le differenze che, fino alla fine del 1945,
               continuano a esistere fra le rispettive posizioni .
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                    le trasformazioni che sta sperimentando il panorama politico sono, comun-
               que, evidenti. l’irrigidimento dei rapporti fra le grandi potenze, che emerge chia-
               ramente alla conferenza di potsdam (17 luglio-2 agosto 1945), si salda con la neces-
               sità, per l’italia, di chiudere il prima possibile l’esperienza della guerra con ciò che
               lo stesso Parri, nella sua corrispondenza con il Presidente truman, definisce “una
               pace giusta, una pace che non ci umili, una pace che permetta a un Paese di antica
               civiltà di riprendere con dignità umana il suo posto in un mondo pacificato” .
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                    È un auspicio per cui esistono solo in parte le condizioni, come attesta proprio
               la parabola azionista, le cui divisioni e la cui marcata tendenza allo scissionismo,
               riflettono un atteggiamento presente in tutto il sistema dei partiti. in questo senso,
               l’incapacità del Partito d’azione di andare oltre la sua dimensione di ‘partito della
               resistenza’  riflette quella che è la più diffusa difficoltà a calare le logiche e le aspet-
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               tative della resistenza in un contesto interno e internazionale in rapida e violenta
               trasformazione.



               23  the ambassador in Italy (Kirk) to the acting secretary of state, 6.6.1945, in FrUS, 1945, vol. I, cit.,
                  #469, https://history.state.gov/historicaldocuments/frus1945Berlinv01/d469.
               24  david W. Ellwood,  l’alleato  nemico. la  politica  dell’occupazione  anglo-americana in Italia,
                  1943/1946, Milano, Feltrinelli, 1977, p. 420.
               25  the president of the Italian council of Ministers (Parri) to president truman, 22.8.1945, in FrUS,
                  1945, vol. iV, Europa, Washington, dC, united states government printing office, 1968, #964,
                  https://history.state.gov/historicaldocuments/frus1945v04/d964.
               26  Giovanni de luna, Il partito della resistenza. storia del partito d’azione, 1942-1947, Milano,
                  UtEt, 2021.

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