Page 52 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARABINIERI DEL 1945 - L’ITALIA LIBerATA




                  Pièche era stato molto apprezzato dagli Alleati per il modo con cui aveva gestito
             l’Arma subito dopo l’armistizio, in tempi particolarmente difficili . Kirk sottolinea per-
                                                                      6
             tanto che lo scopo di questa lettera non è quello di esprimere dissenso in alcuna forma alla
             nomina, che è un fatto compiuto, bensì di rappresentare il timore che, tenuto conto che a
             differenza di quanto immaginato per l’Esercito, gli Alleati prevedevano per i Carabinieri
             una consistente forza minima, comprendente ufficiali generali e colonnelli, si potesse per-
             tanto correre il rischio che  lo Stato Maggiore italiano cercherà di salvarsi a spese
             dell’Arma, trasferendo nei ranghi dei carabinieri numerosi ufficiali provenienti
             dall’Esercito e la nomina di Orlando non può essere considerata un fatto isolato.
                  Kirk fornisce poi una splendida descrizione di ciò che rendeva speciali, se non addi-
             rittura unici, i Carabinieri agli occhi degli Alleati e che deve riempire di orgoglio: i carabi-
             nieri sono dell’esercito, ma non sempre con esso. I Combined Chiefs of Staff (CCS) [il supre-
             mo staff militare di USA e UK durante la Guerra] hanno riconosciuto questo fatto quando
             da un lato hanno pianificato la lotta contro l’esercito italiano e contemporaneamente,
             dall’altro, hanno designato i Carabinieri come l’agenzia su cui dovremmo principalmente
             contare per il mantenimento dell’ordine pubblico. Il corpo ufficiali dei Carabinieri, eccetto
             il Comandante Generale, non è costituito solo da uomini di carriera specializzati che sono
             entrati da subalterni nell’Arma, vale a dire che questi uomini condividono anche una tra-
             dizione di cui sono e hanno il diritto di essere molto orgogliosi; che sono apolitici e cercano solo
             di proteggere vite e proprietà, e di far rispettare la legge equamente a tutti. Il fatto che loro,
             in comune con gli ufficiali dell’esercito nel suo complesso, siano sotto la giurisdizione del
             Ministro della Guerra, non dovrebbe renderci ciechi alla differenza essenziale di carattere,
             scopo e tradizione. Se è intenzione del Ministro della Guerra e dello Stato Maggiore
             Italiano, con l’acquiescenza del Generale Orlando, scaricare gli ufficiali superiori dell’eser-
             cito sui Carabinieri, dovremmo opporci…sarebbe come approvare uno stratagemma che è
             molto simile a quello cui fecero ricorso i tedeschi per perpetuare il loro stato maggiore dopo
             l’ultima guerra…. sarebbe un deciso danno ai Carabinieri come istituzione e, in ultima
             analisi, al popolo italiano. I Carabinieri se la passarono male durante il regime fascista ...
             di tutte le agenzie dello Stato Italiano, sostengo che merita di essere trattata bene dalle mani
             degli Alleati. Nessuna ha meritato di più … che venga ripristinato il primato di prestigio,
             efficienza e “esprit de corps” di cui godeva un tempo e di cui abbiamo beneficiato. Che a
             questo punto si debba acconsentire tacitamente alla messa in atto del salvataggio in extre-


             6  Il 15 febbraio 1944, in un rapporto confidenziale al Commissario Esecutivo dell’ACC, la Security
               Intelligence affermava: non c’è dubbio sulla capacità professionale di questo ufficiale, riconosciuta
               da tutte le parti. Cfr. Archivio Centrale di Stato, Complesso di Fondi Archivi e Documenti in
               Copia, Fondo Originali conservati negli USA, subfondo National Archives Washington, subfondo
               Allied Control Commission, /Allied Control Commission - ACC /Headquarters Allied
               Commission/executive Commissioner/1597, documento n. 83 di 119, bobina 31B, dicembre 1943 -
               aprile 1944.

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