Page 51 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LA FIdUCIA deGLI ALLeATI NeLL’ArMA deI CArABINIerI




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               Tito . I sospetti sulla presunta responsabilità dell’allora Comandante Generale dei
               Carabinieri (peraltro già Ministro della Guerra nel primo gabinetto Badoglio, inca-
               rico che mantenne anche nel secondo gabinetto Badoglio fino al 18 luglio 1944 data
               in cui, caduto l’esecutivo, venne designato al comando dell’Arma) trovavano fonda-
               mento nel fatto che Orlando era stato alle dipendenze di Roatta quale Comandante
               della Divisione Granatieri di Sardegna schierata in Croazia.

               2.   La nomina di Taddeo Orlando a Comandante Generale
                    La nomina di Orlando a capo dei Carabinieri aveva destato già all’epoca non
               poche perplessità agli Alleati. Appena due giorni dopo l’insediamento infatti, il
               colonnello Americano Paul G.Kirk , Direttore della Sub-Commissione Alleata di
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               Pubblica Sicurezza che aveva lo specifico compito di sovrintendere alla riorganizza-
               zione delle forze di polizia italiane, in un rapporto confidenziale all’ammiraglio
               Ellery Stone , a capo della Commissione Alleata di Controllo  (ACC), la massima
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               autorità per l’Italia, lamentava l’apparente completa indifferenza del Consiglio dei
               Ministri verso i numerosi servigi resi dal Generale Pièche agli Alleati in qualità di
               Comandante Generale dei Carabinieri durante gli ultimi nove mesi in cui lo Stato
               Maggiore Italiano non ha praticamente mostrato alcun interesse verso i Carabinieri.



               2  La scheda relativa a Taddeo Orlano in qualità di criminale di guerra è ancora reperibile presso gli
                  archivi ONU. Cfr.https://unwcc.org /wp-content/ uploads /2023/06/NDX5-Ger-Oehmig-
                  Petzel.pdf, p. 188.
               3  Un breve cenno biografico sul conto dell’ufficiale americano si può rivenire in https://en.wikipe-
                  dia.org/wiki/Paul_G._Kirk_Sr., u.c. 28 gennaio 2025.
               4  Un breve cenno biografico sul conto dell’ufficiale americano si può rinvenire in https://www.trec-
                  cani.it/enciclopedia/ellery-wheeler-stone _(Enciclopedia-Italiana)/, u.c. 28 gennaio 2025.
               5  Per amministrare nell’immediatezza i territori liberati viene istituito l’Allied Military Government for
                  Occupied Territories - AMGOT. I militari si assunsero così il compito di assicurare il funzionamento
                  di tutti gli aspetti dell’amministrazione pubblica, dai trasporti alla giustizia, dalla sicurezza pubblica
                  alla circolazione della moneta. Era organizzato come una componente del Quartier Generale del 15th
                  Army Group, riflettendo una struttura gerarchica militare. Al vertice c’era il Chief Civil Affairs Officer
                  (CCAO), responsabile come principale consigliere per gli affari civili e capo amministrativo, assistito
                  da un deputy Chief Civil Affairs Officer (dCCAO). AMGOT era suddiviso in sei Divisioni specializ-
                  zate, ciascuna con un ruolo specifico. AMGOT dovette modificare quasi subito nome e compiti per-
                  ché l’Italia - prima con la firma dell’armistizio con gli anglo-americani (quello corto dell’8 settembre
                  1943 e quello lungo del 29 settembre 1943) e poi con la dichiarazione di guerra alla Germania, il 13
                  ottobre 1943 - da paese occupato divenne cobelligerante. AMGOT divenne  Allied Military
                  Government (AMG) al quale si affiancò l’Allied Control Commission (ACC). L’ACC doveva control-
                  lare l’applicazione delle clausole armistiziali, mentre l’AMG, appena possibile, trasferiva al governo
                  italiano i territori liberati. Il 10 gennaio 1944 l’AMG e l’ACC si fusero e il primo divenne una sezione
                  dell’altra. A quest’organismo si affiancarono altri di minore importanza come l’ Advisory Council for
                  Italy (ACI), nel quale erano rappresentate le nazioni alleate i cui militari combattevano in Italia. Con
                  la fine della guerra questi organismi persero ogni funzione.

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