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LA FIdUCIA deGLI ALLeATI NeLL’ArMA deI CArABINIerI




               4.   Il Generale Ernesto Sannino e l’esperienza del Comando Superiore dei
                  Carabinieri Reali della Sicilia
                    Per gli Alleati, l’Arma dei Carabinieri costituiva pertanto il perno centrale
               dell’apparato di sicurezza che avrebbe dovuto caratterizzare il new deal italiano. Lo
               ribadisce categoricamente l’Ammiraglio Stone in una lettera del 27 aprile 1945
               indirizzata al Presidente del Consiglio Bonomi: l’ipotesi di vostra eccellenza che i
               partigiani possano essere impiegati come agenti di pubblica sicurezza è errata. Il
               metodo nello svolgimento dell’attività di polizia sarà che i Carabinieri saranno la
               prima Forza a operare e che gli Agenti di Pubblica Sicurezza, quando saranno tro-
               vati, verranno impiegati nei loro normali compiti in seguito . Ma da dove traeva
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               origine tanta considerazione? La stima per i carabinieri risaliva al luglio 1943 e,
               molto probabilmente, va ricondotta principalmente a un uomo in particolare, il
               Generale di Brigata Ernesto Sannino, nominato Comandante della 6  Brigata
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               Carabinieri di Palermo il 25 giugno 1943, appena due settimane prima dello
               Sbarco.
                    Veterano della Grande Guerra, durante la quale aveva guadagnato una
               Medaglia d’Argento al Valor Militare, e ufficiale dalla vastissima e variegata espe-
               rienza di comando, si era trovato alla guida dei carabinieri in servizio nella Sicilia
               divenuta improvvisamente un campo di battaglia, senza più collegamenti con
               Roma. L’ufficiale aveva avuto l’inestimabile merito di creare, appena pochi giorni
               dopo lo sbarco alleato in Sicilia, un rapporto di fiducia con gli angloamericani, i
               quali, già il 24 luglio 1943 - prima dell’arresto di Mussolini quindi - constatavano
               che la maggior parte dei carabinieri è cooperativa e disponibile a rimanere in ser-
               vizio al proprio posto e che pertanto l’evacuazione di tutti i carabinieri non sospetti
               dovrebbe essere sospesa e, addirittura, per quelli già catturati che presentano soddi-
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               sfacenti requisiti di sicurezza, di valutare l’opportunità di rimpatriarli in Sicilia .
               Questo atteggiamento da subito collaborativo, voluto da Sannino evidentemente,
               consentì all’Arma di venire definita, ancor prima della firma dell’Armistizio, la
               spina dorsale del sistema di polizia civile sotto l’attuale Governo Militare nella
               Sicilia occupata. È desiderio del C.C.A.O. [Chief Civil Affairs Officer di AMGOT]
               ripristinare questa organizzazione nel suo assetto originario. I Carabinieri reali
               erano un’organizzazione militare con una catena di comando militare .
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               13  Ivi, documento n.33.
               14  Ivi, /Headquarters Allied Commission/Public Safety/137, documento n. 42 di 42, bobina 147D,
                  luglio 1943 - dicembre 1943.
               15  Appunto datato 20 agosto 1943, redatto da AMGOT per il Maggiore Generale Lord Francis
                  Rennell of rodd, Chief Civil Affairs Officiers e responsabile per l’amministrazione del territorio
                  verso il Generale Alexander, Governatore Militare della Sicilia, in Archivio Centrale di Stato,

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