Page 41 - Rassegna 2025 numero speciale 2
P. 41

glI alleatI, l’ItalIa, la lIberazIone. Fra vIncolI strategIcI e sFIde polItIco-IstItuzIonalI




               liana, nelle forze di riserva e in una serie di reparti indipendenti schierati fino al con-
               fine con la Francia.
                    in  ottobre,  il comando era stato assunto  in via provvisoria dal generale
               Heinrich von Vietinghoff, che lo avrebbe retto fino alla metà di gennaio, prima di
               riprenderlo agli inizi di marzo, dopo il trasferimento di Albert Kesselring sul fronte
               occidentale. lo spostamento di Vietinghoff dal comando della decima armata (che
               aveva guidato dall’agosto dell’anno precedente) aveva, inoltre, portato a una serie di
               cambiamenti ai vertici delle unità subordinate e allo spostamento di alcuni reparti
               da una grande unità all’altra, anche per migliorare il loro coordinamento.
                    tuttavia, nessuno di questi cambiamenti aveva avuto ricadute sostanziali sul
               dispositivo complessivo. le forze tedesche avevano cercato di rafforzare le proprie
               posizioni e di approntare una serie di posizioni di ripiegamento per potere condurre
               - se necessario - una ritirata manovrata in direzione delle Alpi. d’altra parte, esse
               scontavano carenze sempre più gravi, oltre che in termini di organico, in fatto di
               equipaggiamento, scorte e materiali. rispetto al nemico, che poteva contare su un
               consistente riserva meccanizzata e una superiorità aerea schiacciante, esse pagavano,
               infine lo scotto di una ridotta mobilità, i cui effetti sarebbero emersi con maggiore
               chiarezza nelle settimane seguenti .
                                              6
                    il 9 aprile, con l’avvio dell’operazione grapeshot, ha inizio l’ultima fase della
               campagna. l’offensiva è sostenuta dalle forze della resistenza, sia quelle che opera-
               no alle spalle del nemico, sia quelle inquadrate all’interno dei reparti alleati come la
               28  brigata Garibaldi. Fra il 19 e il 20 aprile, l’incontro delle forze della Quinta e
                  a
               dell’ottava armata completa l’accerchiamento di Bologna, chiudendo in una sacca
               le forze tedesche che non si erano ancora disimpegnate e aprendo la via verso il Po,
               che le truppe del iV corpo USA raggiungono il giorno 22 aprile. Nei giorni succes-
               sivi, l’avanzata prosegue, mentre i resti delle forze tedesche (che, con la distruzione
               dei ponti, avevano dovuto lasciare a sud del fiume la maggior parte dell’equipaggia-
               mento pesante) ripiegano verso le Alpi e il Brennero. tuttavia, molte delle princi-
               pali città del nord italia si erano già liberate prima dell’arrivo degli Alleati, con l’or-
               dine di insurrezione generale emanato dal Comitato di liberazione Nazionale Alta
               italia (ClNAi), il 25 aprile.



               6  le debolezze delle forze tedesche erano, comunque, evidenti già da tempo. Come è stato osservato,
                  nel corso della campagna d’italia, “la Wehrmacht non aveva altra scelta che difendersi, poiché aveva
                  chiaramente perso la capacità di attaccare”. Come emerso in Sicilia, a Salerno e ad Anzio, “i numeri,
                  la superiorità di fuoco, l’abilità sul campo di battaglia e l’esperienza degli Alleati avevano contribuito
                  a privare della sua forza l’azione meccanizzata tedesca, un tempo irresistibile” (robert M. Citino,
                  the Wehrmacht’s last stand. the german campaigns of 1944-1945, lawrence, KS, University
                  Press of Kansas, 2017, pp. 107-108).

                                                                                         39
   36   37   38   39   40   41   42   43   44   45   46