Page 40 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i CArABiNiEri dEl 1945 - l’ItalIa lIberata
Nel settore Centro-occidentale, le forze della Quinta armata statunitense
clark, dopo avere superato in modo relativamente agevole gli ostacoli della Futa e del
Giogo, erano state costrette ad attestarsi a pochi chilometri da Bologna, dopo aver
ferocemente conteso - nella prima metà di ottobre - la linea Monte Sole-
Monterumici-livergnano-Monte delle Formiche ai reparti tedeschi in ripiegamento.
in termini strategici, questo stallo aveva significato la fine della speranza di chiudere
la campagna entro l’anno e di trasferire nuovi reparti al fronte settentrionale, dove le forze
alleate - penetrate in Belgio e nei Paesi Bassi nella prima metà di settembre - si stavano avvi-
cinando in diversi punti alla frontiera occidentale tedesca. dal punto di vista britannico,
esso significava, inoltre, la fine della possibilità di giungere all’auspicata penetrazione in
direzione di Vienna e del danubio, un obiettivo che il Primo ministro Churchill consi-
derava prioritario per la definizione degli equilibri dell’Europa postbellica.
Quelli che vanno dal novembre 1944 alla primavera 1945 sono, quindi, mesi di
consolidamento e riorganizzazione. A dicembre, Clark cede il comando della Quinta
armata al generale lucian truscott (già comandante del Vi corpo), per assumere quel-
lo del 15° gruppo d’armate al posto del maresciallo Alexander, a sua volta chiamato a
sostituire il generale Henry Maitland Wilson come comandante supremo alleato nel
Mediterraneo. l’esito è un ribilanciamento delle responsabilità di vertice in un teatro
che - dopo il trasferimento di Eisenhower al comando delle forze di spedizione alleate
in Europa (dicembre 1943) - era sostanzialmente passato sotto competenza britannica.
Fra la fine del 1944 e i primi mesi del 1945 entrano, inoltre, in linea la 10 divi-
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sione da montagna Hays e la 92 divisione di fanteria (almond) statunitensi insieme
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alla 1 divisione della Força expedicionária brasileira (Mascarenhas de Morais) e alle
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forze dei gruppi di combattimento cremona, Friuli, Folgore e legnano. Si tratta di
reparti di qualità variabile, la cui compattezza (soprattutto nel caso di alcuni di quelli
della 92 divisione) è messa a dura prova dell’offensiva italo-tedesca in Garfagnana
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alla fine di dicembre (operazione Wintergewitter) . Questo colpo di spalla (che coin-
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cide, sul fronte francese, con il picco dell’offensiva delle Ardenne) è, di fatto, l’ultima
vera azione offensiva delle forze tedesche in italia; un’azione inconcludente sul piano
dei risultati concreti, ma che rafforza i vertici militari alleati nella convinzione di
attendere primavera prima dell’attacco finale alle vie d’accesso alla Pianura padana.
Sul lato tedesco, il gruppo d’armate c conservava una forza nominale nell’or-
dine delle venti divisioni, inquadrate nella decima e nella Quattordicesima armata,
nell’armata liguria, insieme alla 3 (san Marco) e alla 4 (Monterosa) divisione ita-
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5 Unità segregata, formata da solo personale di colore, la 92 divisione è stata molto studiata nonostan-
a
te il ruolo tutto sommato ridotto che ha avuto sul campo di battaglia. l’efficacia della sua azione è
stata spesso al centro dell’attenzione, che si è via via spostata dai limiti del reparto a quelli del suo
comandante, anche alla luce dei problemi incontrati da Almond alla testa del X Corpo in Corea.
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