Page 39 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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glI alleatI, l’ItalIa, la lIberazIone. Fra vIncolI strategIcI e sFIde polItIco-IstItuzIonalI
alla fine delle ostilità; un problema reso più complesso dalla minaccia che la pressio-
ne jugoslava poneva lungo il confine orientale.
Nel corso del 1944, nel quadro della propria strategia per l’Europa meridio-
nale, i vertici britannici avevano rafforzato la collaborazione con l’Esercito popolare
di liberazione (novJ), una scelta che aveva portato gli Alleati a fare ampie conces-
sioni agli interessi slavi nell’Adriatico e nella Venezia Giulia . Sebbene l’entrata a
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trieste del iX Korpus sloveno e la strategia titina del ‘fatto compiuto’ finiscano per
sparigliare di nuovo le carte e portino a un (prevedibile) irrigidimento delle posizio-
ni di londra e Washington, queste concessioni avrebbero rappresentato comun-
que un fardello pesante per l’italia, sia in termini territoriali, sia politici; un fardello
destinato a influenzare a lungo la politica nazionale, tanto da spingere osservatori
successivi a parlare della questione di trieste come di una “presenza onnivora”
nell’azione internazionale di roma anche dopo la soluzione del contenzioso sulla
città .
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Anche in questo, la liberazione apre, quindi, più questioni di quante non ne
chiuda, da una parte ponendo fine alla tregua istituzionale che aveva dato una certa
stabilità ai mesi precedenti, dall’altro riattizzando le divergenze - dentro e fuori il
paese - intorno al tema di quello che avrebbe dovuto essere il suo futuro.
2. Dall’Appennino alla Pianura padana: la fine delle operazioni militari
Sul piano operativo, l’inverno 1944-1945 è un periodo di stasi su tutto il fron-
te italiano . Nonostante i successi conseguiti (anche se a caro prezzo), l’operazione
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olive (agosto-ottobre 1944) non era riuscita nell’obiettivo di sfondare la linea
Gotica e di portare gli anglo-americani a Nord del Po. Nel settore orientale, le trup-
pe dell’ottava armata britannica Mccreery erano state costrette ad attestarsi sul
Senio, dopo avere superato quattro linee difensive tedesche fra il Metauro e rimini.
2 Giampaolo Valdevit, gli alleati e la venezia giulia. 1941-1945, in storia contemporanea, n. 142,
1981, pp. 55-88; in una prospettiva più ampia, cfr. Idem, la questione di trieste 1941-1954. politica
internazionale e contesto locale, Milano, Franco Angeli, 1987, e, dal punto di vista italiano, diego de
Castro, la questione di trieste. l’azione politica e diplomatica italiana dal 1943 al 1954, 2 vol.,
trieste, lint, 1981.
3 Ennio di Nolfo, la “politica di potenza” e le formule della politica di potenza. Il caso italiano (1952-
1956), in l’Italia e la politica di potenza in europa (1950-60), a cura di Ennio di Nolfo, romain
H. rainero e Brunello Vigezzi, Settimo Milanese, Marzorati, 1992, pp. 709-723 (713).
4 le pagine seguenti traggono ampiamente - oltre che dai tesi in nota (1) - dalle storie ufficiali britan-
nica e statunitense della campagna d’italia: History of the second World War - united Kingdom
Military series, the Mediterranean and Middle east, vol. vI, victory in the Mediterranean, part
2, June to october 1944, london, Her Majesty’s stationery office, 1987, e vol. vI, victory in the
Mediterranean, part 3, november 1944 to May 1945, london, Her Majesty’s stationery office,
1988; united states army in World War II, the Mediterranean theater of operations, cassino to
the alps, Washington, dc, center of Military History united states army, 1977.
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