Page 35 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LE ITALIE NELL’ITALIA LIBERATA E RIUNIFICATA
Il ‘governo di salvezza’ durò soltanto cinque mesi, perché mancò la concordia
fra i partiti che lo sostenevano. Il 21 novembre il Partito liberale ritirò i propri mini-
stri, accusando Parri di scarsa capacità di governo; il 24 novembre seguirono le
dimissioni dei ministri democristiani. Quel giorno stesso, Parri presentò le dimissio-
ni. Il 10 dicembre, il nuovo governo era presieduto da Alcide de Gasperi, che man-
tenne il ministero degli Esteri, mentre Nenni fu confermato alla vicepresidenza e
Togliatti alla Giustizia. Era la prima volta, dalla nascita dello Stato italiano, che la
guida del governo era assunta dal capo di un partito di ispirazione cattolica e com-
posto in larga maggioranza da cattolici praticanti .
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L’Italia liberata e riunificata si avviò a entrare nel 1946, verso un futuro pieno
di incognite, mostrando già i sintomi di nuove divisioni, rivalità, antagonismi fra le
varie Italie politiche della Resistenza, mentre analoghi sintomi si avvertivano nelle
relazioni fra le grandi potenze vincitrici, che si accingevano a decidere le sorti
dell’Italia, dell’Europa e del mondo.
Lustrascarpe in via Goito
Tina Tommasini, 1947, acquerello inchiostro su carta, GS - 3558, Roma, Museo di Roma
40 Cfr. Giorgio Candeloro, Storia dell’Italia moderna. XI. La fondazione della repubblica e la ricostru-
zione. Considerazioni finali, Milano, Feltrinelli, 1986, p. 55.
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