Page 254 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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i carabinieri del 1945 - LA LiBeRAzioNe




                  senza dubbio però l’apice del racconto si raggiunge nelle opere d’arte dedicate
             al valoroso vicebrigadiere. tra le più rappresentative la già citata il vicebrigadiere
             dei Carabinieri Salvo D’Acquisto (23 settembre 1943), olio su tela, cm 120x178, di
             Vittorio Pisani (1899 - 1974), in cui sono presenti tutti i dettagli storici del fatto.
             interessante e suggestiva anche la versione più metaforica Salvo D’Acquisto (23 set-
             tembre 1943), anche Resurrezione, olio su tela, cm 214x309, realizzata nel 1953 da
             clemente tafuri, di cui il Museo conserva anche un bozzetto/studio ad olio su
             tavola cm 50x75. in questa opera viene messo in risalto principalmente il significato
             allegorico del gesto che pone il valoroso carabiniere nelle fattezze di un martire cri-
             stiano pronto al sacrificio, col volto trasfigurato, testimone della propria incrollabi-
             le fede nell’arma e nella difesa dei cittadini.
                  non  sono queste le  uniche  testimonianze  artistiche riconducibili  a salvo
             d’acquisto. al  carabiniere  decorato  di Medaglia  d’oro  al Valor Militare  alla
             memoria sono state dedicate anche alcune medaglie commemorative contenenti la
             sua effigie, come quella realizzata per l’ inaugurazione dell’ importante monumento
             dedicato all’eroe di Palidoro nella città di napoli. L’artistica medaglia, realizzata
             dall’incisore guerrino Mattia Monassi, “riproduce sul recto il soggetto di una pre-
             gevole tela di clemente tafuri, intitolata “Resurrezione” in cui si esalta il sacrificio
             sublime dell’eroico sottufficiale attraverso la sua stessa figura; […] mentre sul verso è
             riportata la fulgida motivazione  della Medaglia  d’oro” . il monumento  che  si
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             intendeva celebrare fu realizzato dall’artista Lydia cottone e collocato il 21 marzo
             1971 in piazza carità a napoli. di esso il Museo conserva il bozzetto originale.
                  come già accennato, anche altri fatti legati all’arma hanno avuto una inter-
             pretazione figurativa molto suggestiva che nella logica dell’attuale esposizione trova
             una collocazione cronologica: una linea del tempo tesa a scandire le tappe e le fasi
             salienti della difficile parentesi storica che va dal 1943 al 1945.
                  sul piano artistico, è proprio il trittico del Pisani a tracciare la successione
             degli eventi più salienti. dopo l’opera dedicata a salvo d’acquisto, cronologica-
             mente  si  colloca  il sacrificio dei dodici Carabinieri caduti alle Fosse Ardeatine
             (Guerra di Liberazione, 24 marzo 1944), olio su tela, cm. 90x130, che Vittorio
             Pisani, uno dei maggiori illustratori dell’epoca, dedica a uno dei fatti più dramma-
             tici di quel momento storico. al Museo sono conservati documenti, lacci, catenel-
             le, le scarpe appartenute al tenente genserico Fontana , rinvenuti nella cave di via
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             ardeatina a Roma, dove avvenne il tragico eccidio.
                  i cimeli che lasciano trapelare una sensazione di mestizia e inducono ad una
             9  aa.VV, Bollettino Notiziario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, n. 49 della serie, Roma,
               tipografia della scuola di applicazione, 31 dicembre 1971, p. 15.
             10  genserico Fontana fu uno dei dodici carabinieri rimaste vittime dell’eccidio alle Fosse ardeatine.

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