Page 255 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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ReSiSTeNzA e GueRRA Di LiBeRAzioNe NeL MuSeo SToRiCo DeLL’ARMA




               profonda riflessione, testimoniano l’incubo vissuto dalle 335 vittime di quel folle
               gesto operato per mano nazista. un monumento in bronzo collocato al centro della
               sala del Museo esprime il dolore vissuto da chi ha assistito inerme a quell’eccidio che
               ancora oggi continua a far meditare sull’assurdità di un simile accadimento.
                    il trittico del Pisani si chiude con l’opera i Carabinieri Vittorio Marandola,
               Fulvio Sbarretti e Alberto La Rocca sacrificano a Fiesole la loro vita per salvare quel-
               la di dieci ostaggi innocenti (Guerra di Liberazione, 12 agosto 1944), olio su tela cm.
               130x90, in cui si esprime il gesto di tre valorosi carabinieri decorati di Medaglia
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               d’oro al Valor Militare .
                    a quest’opera si è ispirato poi l’artista Luciano zanelli autore di una medaglia
               commemorativa in bronzo, esposta in una delle teche del Museo. a completare o
               meglio ad impreziosire il racconto di questo fatto, di recente, una donazione fatta
               dagli eredi del carabiniere Fulvio sbarretti: la Medaglia d’oro al Valor Militare ori-
               ginale concessa al loro valoroso antenato nel 1949. in una teca è anche presente una
               miniatura del monumento rievocativo dei Martiri di Fiesole, realizzato da Marcello
               guasti nel 1964 e collocata nel Parco della Rimembranza di quella città. Più recen-
               temente, nel 2015, il generale arnaldo Ferrara, in ricordo di quei giovani carabinie-
               ri, ha ideato una piccola scultura assegnata all’esecuzione di claudio Valente, espo-
               sta in una delle teche del Museo.
                    non solo testimonianze artistiche, ma anche documentarie e letterarie, fonti
               necessarie per comprendere dalla viva voce dei protagonisti la drammaticità e la dif-
               ficoltà di quel periodo. nei brevetti originali delle onorificenze concesse ai singoli
               carabinieri è possibile leggere il coraggio che ha animato lo spirito di quegli uomini
               che si sono spinti al sacrificio più estremo per l’incrollabile fede verso il giuramento
               prestato. Molto suggestivi anche i diari storici, ricchi di particolari e scrupolosi det-
               tagli scritti dai carabinieri del tempo. nelle pagine del volume Non ho parlato, il dia-
               rio struggente tratteggiando da uno dei protagonisti più conosciuti, attivatori dei
               fronti clandestini della Resistenza in cui operarono i carabinieri della capitale, il
               brigadiere angelo Joppi rilascia una testimonianza minuziosa e sconvolgente di
               quelle assurde torture praticate dai nazisti sui prigionieri, di cui furono vittime
               molti carabinieri che, sebbene temuti, venivano guardati con estrema diffidenza e
               considerati bersagli da colpire.
                    come accennato il racconto della Resistenza dei carabinieri, in taluni casi, si

               11  Le  opere  erano  esposte  negli  anni  cinquanta  nell’allora sala iii - del monumento  e  delle
                  bandiere. tra esse anche i ritratti delle Medaglie d’oro al Valor Militare, tra cui quello dello stes-
                  so Vicebrigadiere salvo d’acquisto, del generale Filippo caruso e del brigadiere angelo Joppi,
                  tutti  a firma  dell’artista guido greganti (Vedasi  Bollettino Notiziario del Museo Storico
                  dell’Arma dei Carabinieri, n. 36 della serie, istituto Poligrafico dello stato, Roma, 31 marzo
                  1957, p. 4).

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