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i carabinieri del 1945 - LA LiBeRAzioNe




             estende anche al di fuori della sede museale, fornendo testimonianze uniche di
             quelle dinamiche che animarono i fronti di combattimento. interessanti alcuni sin-
             golari  documenti,  attualmente  conservati  ed  esposti  al comando generale
             dell’arma dei carabinieri, in eleganti teche collocate nei corridoi della sede. Qui si
             possono ammirare le comunicazioni rilasciate dal capitano Raffaele aversa, su fogli
             di  carta  da pane,  dirette  al  tenente Mario cassanese  del fronte clandestino  di
             Resistenza dei carabinieri o bigliettini olografi dello stesso ufficiale, indirizzati al
             maresciallo maggiore osvaldo antichi, testimonianze delle modalità comunicative
             dei fronti operanti nella Resistenza fatte in maniera fortuita e possibilmente non
             intercettabile dal nemico.

             4.  Le nuove acquisizioni più recenti relative alla Resistenza e alla guerra di
               Liberazione dei carabinieri
                  nell’allestimento realizzato nel 1985 si cercò di rendere più chiaro e soprattut-
             to più dettagliato il percorso espositivo del Museo storico sul tema della Resistenza
             e della guerra di Liberazione, tanto da mettere in evidenza nuovi aspetti e nuovi
             racconti che videro i carabinieri non solo protagonisti di quegli accadimenti ma
             anche vittime di numerose deportazioni verso i campi di concentramento tedeschi.
             specialmente su questo punto, gli studi più recenti, hanno mostrato quanto ci
             siano ancora dei vuoti da colmare, tante storie e personaggi da scoprire. ne è testi-
             monianza la recentissima acquisizione (2024) di un diario storico redatto dal mag-
             giore salvatore cacopardo, deportato nei campi di concentramento in Polonia (4
             ottobre 1943) e in germania (1° febbraio 1945) e successivamente liberato l’8 mag-
             gio 1945. in esso l’ufficiale descrive le drammatiche fasi del disarmo nella capitale
             risalente al 7 ottobre 1943 e le condizioni in cui versavano i carabinieri successiva-
             mente deportati ed internati nei campi di concentramento. si associa a questa testi-
             monianza il commovente bigliettino scritto a matita lasciato cadere dai carabinieri
             lungo i binari della strada ferrata che, dalla capitale correva verso il nord: Siamo
             stati fatti prigionieri. i carabinieri della Capitale- speriamo di tornare presto - cor-
             diali saluti da tutti - W il re!
                  Recente è anche l’esposizione di una menorah d’oro donata al comandante
             generale  dell’arma  nel 2021  dall’associazione  Benè Berith  in  occasione  del 78°
             anniversario della deportazione nei campi di concentramento tedeschi e polacchi di
             circa 2.500 carabinieri in servizio nella capitale. il prezioso dono è stato poi esposto
             in una delle teche del Museo a testimonianza dell’operato svolto dall’arma negli
             anni dell’occupazione nazista a favore delle comunità ebraiche in tutto il Paese. al
             riguardo è da sottolineare come, in effetti, le scoperte non smettano di stupirci: è nel



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