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i carabinieri del 1945 - LA LiBeRAzioNe
violenti scontri e dalle prime deportazioni di massa.
Furono anni difficili e molto intensi per l’istituzione che partecipò al riscatto
nazionale sia con reparti regolari in guerra di Liberazione a fianco degli angloame-
ricani, sia nelle file della Resistenza con formazioni proprie operanti in tutta l’italia
centro-settentrionale. unità partigiane di carabinieri inquadrate nella divisione
garibaldi si distinsero combattendo anche nei balcani. Pertanto, terminata la guer-
ra, cominciò al Museo storico una debole e silenziosa raccolta di testimonianze rela-
tive al contributo dei carabinieri a quei fatti, operazione non sempre facile, di cui fu
molto difficile articolare il racconto.
nell’ottica di una riorganizzazione del percorso espositivo, già nel 1947, all’in-
domani degli sconvolgimenti politici, sociali, culturali e istituzionali, il Museo sentì
l’esigenza di razionalizzare il proprio patrimonio e mostrare qualche timida testi-
monianza del contributo fornito dai militari dell’arma in quei delicati anni di lotta.
dai documenti risalenti, oltre ad una complessiva necessità migliorativa del percor-
so, si evince l’urgenza di testimoniare, mediante tracce tangibili ed autentiche,
quanto era appena accaduto: la partecipazione dei carabinieri all’ultima Guerra
durante la quale rifulsero come non mai le profonde virtù militari dell’Arma, il suo
alto valore nei cimenti bellici, la sua immutata dedizione alla Patria oltre ogni
limite di sacrificio; partecipazione larghissima dei carabinieri alla lotta clandestina
di Resistenza e alla successiva fase di Liberazione nazionale .
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non a caso, gli interventi più significativi del percorso museale furono rivolti
in quell’anno alla riorganizzazione della sala delle guerre già esistente e totalmente
ricostituita in uno dei due grandi saloni del primo piano dell’ edificio. Riuniti in un
unico ambiente i cimeli, documenti e ricordi relativi alla partecipazione dei carabi-
nieri alle guerre dell’indipendenza, alla prima guerra mondiale, alla campagna di
etiopia, alla seconda guerra mondiale, alla lotta clandestina di resistenza e di libe-
razione nazionale, ed aggiuntivi materiali di nuovo acquisto […] vi figurano la gran-
de Carica di Pastrengo di Sebastiano De Albertis (già nel Palazzo del Quirinale).
all’epoca trovarono spazio nel Museo anche nuove opere, commissionate
all’artista Vittorio Pisani che ritrasse tre momenti emblematici della storia
dell’arma connessi alla Resistenza. L’artista, uno dei massimi illustratori del perio-
do, fu scritturato mediante un contratto sottoscritto nel 1946 dalla direzione del
Museo che richiedeva la realizzazione di tre opere dedicate ad alcuni dei momenti
più dolorosi ed emblematici della storia istituzionale: il sacrificio del vicebrigadiere
salvo d’acquisto, l’eccidio delle Fosse ardeatine e il martirio dei tre carabinieri di
Fiesole.
3 aa.VV., Bollettino Notiziario del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri, n. 27 della serie,
tipografia della scuola ufficiali carabinieri, Roma, 20 dicembre 1947.
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