Page 249 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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ReSiSTeNzA e GueRRA Di LiBeRAzioNe NeL MuSeo SToRiCo DeLL’ARMA




               tamente quelli riferiti al contributo dei carabinieri nella Resistenza e nella guerra di
               Liberazione hanno subìto recentemente una più razionale presentazione e il massi-
               mo risalto. il periodo storico, in passato affrontato senza particolare enfasi e atten-
               zione, attualmente, anche grazie a più recenti studi specifici e maggiormente anali-
               tici che hanno portato alla luce figure, fatti e dinamiche poco note, trova spazio più
               adeguato e una più coerente trattazione tra le teche e nelle raffigurazioni pittoriche,
               oltre che nei documenti originali esposti nelle sale del Museo.

               2.  Il racconto museale della Resistenza dei carabinieri
                    il patrimonio museale relativo  alla partecipazione  dei  carabinieri  alla
               Resistenza e alla guerra di Liberazione si è sviluppato attraverso un processo di
               ricerca che ha visto nel tempo il sinergico coinvolgimento di studiosi esperti nel
               campo che, attraverso un instancabile reperimento di cimeli, armi e oggetti, hanno
               ricostruito in maniera dettagliata le tappe principali relative agli anni di interesse, e
               il contributo di artisti che con le proprie opere sono stati capaci di presentarne un
               racconto ricco di suggestione. in questo ambito, in particolare, il Museo si è attiva-
               to sia acquisendo opere già esistenti afferenti al tema, sia promuovendone l’ulterio-
               re realizzazione, per raccontarne i fatti in maniera nuova ed avvincente.
                    Parti essenziali dell’esposizione sono i documenti originali che consentono la
               migliore e più autentica testimonianza dei fatti rievocati. Molti di essi, nel corso degli
               anni, sono stati sottoposti a restauri o esclusi dal percorso espositivo, nell’ottica di
               una migliore  conservazione. a proposito, è  bene  sottolineare  che la  narrazione
               museale ha subito non pochi cambiamenti nel corso del tempo, specialmente riguar-
               do al particolare segmento storico che va dal 1943 al 1945, sia per l’accennato costan-
               te e sempre nuovo reperimento di materiale da poter mettere in mostra, sia per ulte-
               riori esigenze che si sono concretizzate nell’ottica di rafforzare la rievocazione anche
               in altri contesti di rappresentanza per l’arma dei carabinieri: comando generale,
               scuole, sale dei Ricordi, ecc., luoghi dove poter comunicare le tracce di un passato
               non sempre conosciuto, riferite ad una istituzione apprezzata in tutto il mondo.
                    L’insieme del materiale esposto riconducibile al periodo 1943-1945 è giunto
               al Museo  già  a partire  dal 1946,  e  si è  inserito  in  un percorso  che,  fino  a quel
               momento, costituiva anche uno strumento di propaganda di quel regime che cer-
               cava di sottoporre all’attenzione dei cittadini l’evoluzione, non sempre autentica,
               dell’allora progetto imperialistico del Paese. Per evidenti motivi quindi il particolare
               approccio museale non consentiva nell’immediato lo sviluppo di un racconto che
               seguisse di pari passo l’evolversi di quegli avvenimenti che stavano caratterizzando
               la storia dell’arma all’indomani dell’8 settembre 1943, data della sottoscrizione del-
               l’armistizio, cui seguirono i giorni drammatici dell’occupazione nazista, animati da

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