Page 235 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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LA sOrte deGLi uFFiCiALi ALBAnesi dei CArABinieri reALi. Primi studi




               Istituito il Comando Superiore Carabinieri Reali d’Albania il 1° agosto 1939,
               tutta l’organizzazione ricalcò il modello tradizionale dell’Arma strutturato su due
               legioni (Tirana e Valona), sei gruppi, trentuno compagnie e quarantadue tenen-
               ze. Dei centotrenta ufficiali che componevano le due legioni, trentanove erano
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               albanesi .
                    Alla data del 10 giugno 1940, dei centocinquantacinque ufficiali presenti in
               Albania, sessantuno erano quelli locali, di cui trentaquattro appartenenti alla legio-
               ne di Tirana, ventisette a quella di Valona e undici temporaneamente in servizio in
               Italia. La costituzione della Gendarmeria Reale albanese all’inizio del 1943 creò un
               periodo di incertezze e di sbandamento soprattutto per gli ufficiali albanesi che più
               si erano distinti nel servizio con il concreto timore di subire la rappresaglia di ele-
               menti nazionalisti che dialogavano ufficiosamente con il governo albanese . Con
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               una serie di decreti luogotenenziali in data 8 marzo 1943, si procedette all’istituzio-
               ne della Gendarmeria che sarebbe subentrata all’Arma . Complessivamente
                                                                      38
               novantotto ufficiali dei Carabinieri Reali di nazionalità albanese transitarono nel
               nuovo corpo, lasciando ai Carabinieri rimasti presenti l’onere di costituire due rag-
               gruppamenti di battaglioni, in vece delle due legioni, da impiegare per operazioni
               militari o di polizia militare . Il governo albanese procedette al richiamo di venti-
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               quattro ufficiali dell’antica Gendarmeria già congedati dopo il 1939 e al transito di
               funzionari di polizia nel nuovo corpo.
                    I Carabinieri rimasti sarebbero stati inquadrati in due unità per svolgere ser-
               vizio di polizia militare  ed altre incombenze connesse alle  esigenze delle Forze
               Armate, mentre sarebbero rimasti in vita degli uffici stralcio per garantire un pas-
               saggio regolare delle competenze legate al servizio d’istituto anche dal punto di vista
               amministrativo.
                    Le vicende erano piuttosto complesse e la situazione italiana non consentì di
               fare molto. Introdurre riforme così radicali in una situazione complessa, compro-
               messa poi dallo sbarco alleato in Sicilia e dalla caduta del fascismo il 25 luglio non
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               rappresentarono altro che l’avvicinarsi di un triste epilogo .

               35 Ivi, p. 151.
               36 ibidem.
               37 Ivi, p. 157. Alcuni di questi avevano chiesto di poter essere inviati in Italia e rimanervi, ma nonostan-
                  te l’attenzione alla questione da parte del Luogotenente Generale, il Comando Generale dell’Arma
                  dei Carabinieri Reali rispose negativamente.
               38 P. Crociani, Gli albanesi nelle Forze Armate italiane cit., p. 158.
               39 Ivi, p. 159.
               40 P. Crociani, Gli albanesi nelle Forze Armate italiane cit., pp. 135 e sgg.

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