Page 236 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARAbInIeRI DeL 1945 - L’itALiA LiBerAtA
L’armistizio dell’8 settembre avrebbe rappresentato la scomparsa dei
Carabinieri con uno dei più tragici episodi delle vicende dell’Arma che avrebbe
visto la colonna Gamucci perire per mano di criminali locali. In analogia con quan-
to accadde ai Carabinieri del colonnello toscano, anche i militari albanesi che si
erano distinti nel servizio d’istituto vissero una sorte simile, per aver aderito al ten-
tativo di mettere ordine e di garantire la sicurezza pubblica in un Paese dalle mille
difficoltà. nel momento in cui tutto il sistema importato dall’Italia venne meno, si
aprì una fase dove gli esponenti del partito comunista albanese riuscirono rapida-
mente a prendere il controllo del territorio e ad imporsi sulla popolazione.Il pro-
gressivo vuoto di potere determinatosi tra il 1943 e il 1944, a seguito del collasso del-
l’apparato istituzionale italiano e della successiva occupazione tedesca, favorì l’asce-
sa del movimento comunista albanese, che riuscì a imporsi come principale forza
politico-militare organizzata sul territorio . Al termine del conflitto, con la procla-
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mazione della Repubblica Popolare d’Albania e l’instaurazione del regime guidato
da enver Hoxha, prese avvio un sistematico processo di eliminazione della classe
dirigente preesistente, ritenuta compromessa, a vario titolo, con il precedente asset-
to monarchico o con l’amministrazione italiana.In tale contesto, ex funzionari sta-
tali, ufficiali delle forze armate e delle forze dell’ordine, quadri amministrativi e pro-
fessionisti furono sottoposti a procedimenti giudiziari sommari, a epurazioni
amministrative, a confische patrimoniali, a lunghe pene detentive o, nei casi più
gravi, a condanne capitali, secondo modalità ormai ampiamente documentate dalla
storiografia contemporanea .
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Gli ufficiali albanesi che avevano prestato servizio nella Reale Gendarmeria e
successivamente nell’Arma dei Carabinieri Reali si trovarono in una posizione di
particolare vulnerabilità, poichè percepiti dal nuovo regime come espressione di un
ordine statale da cancellare e come potenziali elementi ostili alla costruzione del
potere comunista.Le purghe politiche non si esaurirono nella fase immediatamente
successiva alla presa del potere, ma si protrassero per decenni attraverso cicli succes-
sivi di repressione, contribuendo a una profonda frattura nella continuità istituzio-
nale del Paese e nella trasmissione delle competenze amministrative e professiona-
li . Questo processo di decapitazione della classe dirigente colpì in modo significa-
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tivo anche coloro che avevano maturato un’esperienza di servizio nell’ambito di
istituzioni a ordinamento militare, cancellandone spesso la memoria pubblica e
relegandone le vicende personali in un silenzio imposto dalla repressione politica.
41 bernard J. Fischer, Albania at War 1939–1945, London, Hurst & Company, 1999.
42 R. elsie, Fjalori enciklopedik i shqiperise cit.
43 b. Fevziu, enver Hoxha, Tirana, 2016.
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