Page 238 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARAbInIeRI DeL 1945 - L’itALiA LiBerAtA




                  La documentazione pervenuta consente di ricostruire i percorsi di carriera di
             centocinque uomini che entrarono a far parte dell’Arma dei Carabinieri Reali.
                  Per il personale militare, e particolarmente per gli ufficiali, il libretto personale
             rappresenta ancora oggi la raccolta delle vicende della carriera e segue lo stesso sino
             al congedo . nel caso degli ufficiali albanesi, all’atto dell’assorbimento nell’Arma,
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             si procedette alla creazione del libretto procedendo all’inserimento dei documenti
             originali in lingua albanese o alla riproduzione dei medesimi con un breve sunto in
             italiano.
                  A partire dal 1939, i documenti sono redatti unicamente in italiano, in linea
             con le disposizioni in vigore all’epoca per gli ufficiali dell’Arma dei Carabinieri
             Reali.
                  Sulla base di una prima analisi speditiva della documentazione emerge che la
             stessa si interrompe nella quasi totalità dei casi con la redazione della documenta-
             zione caratteristica del 1942  e, solo raramente,  emerge qualche  nota di  natura
             amministrativa vergata successivamente.
                  In merito alla valutazione del personale, emerge una certa durezza di giudizi
             che sembra fare riferimento allo iato esistente tra le aspettative del compilatore e
             dei revisori e la resa effettiva sul campo dagli ufficiali. In sostanza, ci si aspettava
             che nel giro di poco tempo dall’assorbimento degli uomini nella nuova organiz-
             zazione questi avrebbero dovuto garantire un rendimento al pari dei colleghi ita-
             liani e ciò senza tenere in conto le evidenti difficoltà legate alla barriera linguistica,
             superabile solamente dai più giovani che si stavano formando nelle scuole militari
             italiane o in quelli che avevano avuto occasioni pregresse di scambio con l’Italia.
             Il percorso di costruzione di una forza dell’ordine solida e capace di gestire un ter-
             ritorio complesso come quello albanese svanì con la fine del fascismo. Del perio-
             do in questione, dal 1939 al 1943, resta ancora da esplorare questa documenta-
             zione personale almeno degli ufficiali che consente di analizzare i percorsi di car-
             riera di questi ultimi. La documentazione rinvenuta permette dunque di racco-
             gliere qualche elemento anagrafico, l’istruzione scolastica e la formazione militare
             e tecnico-professionale, la valutazione dei superiori albanesi in tanto che erano
             inquadrati nella Reale Gendarmeria albanese e quindi i giudizi e le valutazioni dei
             superiori, principalmente italiani, in merito al loro operato. emerge, prima facie,
             un quadro complesso di difficoltà reciproche vissute da italiani e albanesi in un
             settore particolarmente delicato quale quello della gestione dell’ordine e della
             sicurezza pubblica.

             44 Per quanto riguarda la questione dei libretti personali si rinvia a Flavio Carbone, tra Carte e caser-
               me. Gli archivi dei Carabinieri reali (1861-1946), Roma, Stato Maggiore della Difesa, 2016, pp.
               195 e sgg.

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