Page 230 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I CARAbInIeRI DeL 1945 - L’itALiA LiBerAtA




             dall’Italia, che,  nonostante la crisi, continuava le  erogazioni ingenti a favore
             dell’Albania, fatto che suscitava i sospetti e la diffidenza da parte albanese, le cui dif-
             ficoltà di far fronte al prestito erano prevedibili.
                  Le autorità italiane erano perfettamente consapevoli della scarsa capacità di
             pagamento dell’Albania, ma pensavano di poter utilizzare le inadempienze per
             ottenere il controllo sul commercio  e poi sull’amministrazione del Paese.
             L’Albania ottenne continue moratorie sulle rate del prestito SVeA che in larga
             parte non fu mai restituito . Il 17 luglio 1929 fu concesso all’AGIP il monopolio
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             del commercio dei carburanti sul territorio albanese, fatto che contribuì all’au-
             mento dei prezzi e causò il malcontento dei consumatori e delle imprese albanesi
             che protestavano anche contro le basse tariffe doganali che penalizzavano la pro-
             duzione interna .
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             3.  Il rapporto tra Italia e Albania negli anni Trenta
                  nel 1931 l’Italia concesse un prestito di cento milioni di franchi oro da eroga-
             re in rate annuali di dieci milioni. Il prestito era condizionato al rinnovo del primo
             Patto di Tirana e alla realizzazione di un’unione doganale che avrebbe definitiva-
             mente subordinato l’economia albanese a quella italiana.
                  Ma le pressioni dei nazionalisti costrinsero Zog a rifiutare il rinnovo del Patto
             e a prendere misure correttive per limitare l’ingerenza italiana in settori di rilevanza
             sociale e politica. una di queste misure fu la statalizzazione della gestione degli isti-
             tuti professionali italiani. In risposta, l’Italia nell’aprile del 1933 sospese l’erogazio-
             ne del prestito, costringendo Zog a tornare sui suoi passi e a tentare di ricucire i rap-
             porti . L’Italia in cambio chiese una maggiore integrazione economica dei due
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             paesi: denuncia da parte albanese di tutti gli accordi commerciali stipulati e parere
             preventivo dell’Italia per quelli futuri; espulsione degli ufficiali inglesi incaricati del-
             l’organizzazione della gendarmeria e gestione da parte italiana di tutte le installazio-
             ni militari. Zog si vide costretto a cedere alle condizioni italiane e fu perciò ripagato
             con un prestito a fondo perduto di 3,5 milioni di franchi oro per le spese militari e
             altri due milioni per l’agricoltura.


             17 Cfr. M. borgogni, tra continuità e incertezza cit.; A. Roselli, italia e Albania cit.; Lorenzo Iaselli,
               L’espansione finanziaria dell’italia in Albania (1925-1943). La Banca nazionale d’Albania e la
               sVeA, in Rivista di storia finanziaria, Vol. 12 (2004), pp. 65-104.
             18 Akademia e shkencave te shqiperise, Historia e popullit shqiptar cit.; A. Cici, marredheniet shqip-
               taro-italiane cit.; I. Fishta, nderhyrja e kapitalit te huaj dhe pasojat e saj skllaveruese per shqiperine
               1931-1936 cit.; A. Puto, shqiperia politike cit.
             19 Cfr. Akademia e shkencave te shqiperise, Historia e popullit shqiptar cit.; A. Puto, shqiperia politike
               cit.

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