Page 149 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I RAPPoRTI TRA MILITARI ITALIANI e ALLeATI doPo LA LIbeRAzIoNe




               liberale: la missione aveva la necessità di mantenere un contatto con la parte poli-
               tica in modo da essere così informati di quelle attività non solo politiche ma anche
               militari messe in atto da un movimento di resistenza clandestino. riuscì così a otte-
               nere le prime informazioni sulla situazione in lombardia da passare a Urbano.
                    la rete si andava allargando, costituendo sei gruppi fra loro distinti e separati,
               guidati da militari di tutte le armi; il gruppo controspionaggio, particolarmente
               attivo, aveva a capo Fiore, il capitano dei Carabinieri reali Giorgio manes e succes-
               sivamente zio, il maggiore dell’arma anacleto onnis .
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                    la Centrale della rete era costituita da Nemo e da Fiore, in supporto, con
               un ufficio cifra  e il fratello,  elemento civile,  di  Alpino, (divenuto capo  del-
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               l’omonimo Gruppo) . le notizie raccolte furono innumerevoli e importanti,
               soprattutto nel campo contro informativo: infatti il gruppo che faceva capo a
               Fiore e a zio si avvaleva di molti elementi infiltrati nel centro controspionaggio
               di milano del SId e nei suoi distaccamenti provinciali oltre che nei vari uffici
               di polizia; aveva infiltrati anche nel centro controspionaggio di Genova. Fu in
               particolare zio ad avere un ampio sviluppo dell’attività di controspionaggio,
                                                           ́
               perché era riuscito a raccogliere attorno a se diversi elementi fidati che erano
               stati alle sue dipendenze, quando si era trovato a dover operare in un primo
               momento con i repubblicani, subito dopo la liberazione del duce. non aveva
               giurato fedeltà alla rSI e, ancora libero, aveva immediatamente accettato di
               fare parte della missione, riuscendo ad attuare una penetrazione capillare anche
               negli  ambienti  delle  polizie  delle  altre  province  della lombardia,  allargando
               positivamente la rete. Indubbiamente un lavoro di notevole rischio e impor-
               tanza, che riuscì in moltissimi casi ad essere di grande attività ‘assistenziale’ per
               individui e reti mettendo in guardia molte persone, evitando di farle arrestare,
               supportando altre reti in momenti di pericolo rispetto alle attività di approfon-
               dite indagini, da parte delle autorità repubblicane e naziste. In breve tempo la
               rete si era infiltrata bene in lombardia e in liguria e nella vallata del po. le dif-
               ficoltà  nelle  trasmissioni  dei  messaggi furono  piuttosto forti soprattutto  da
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               milano.  Urbano  con il collega  Raimondo provarono  a  trasmettere  da  otto
               posti differenti, incluso dall’edificio dell’Università bocconi.

               17  Gli altri Gruppi erano: 1, il Gruppo alpino con a capo alpino; 2, il Gruppo Franzi, con Franzi; 3,
                  il Gruppo aviatore con a capo il maggiore dell’aeronautica ernesto balbo di Vinadio; 4, il Gruppo
                  de nicola con a capo il tenente colonnello angelo de nicola del Corpo degli alpini; 5, il Gruppo
                  Fulvo: anche di questo era a capo alpino. ogni gruppo o sottogruppo aveva delle direttive per la rac-
                  colta informativa ben precise, relativamente all’area dove operava.
               18  la sede della Centrale variò molte volte per non essere individuata, ma dal novembre1944 fu stabile
                  nell’abitazione di Fiore, fino al termine della missione.
               19  Un giovane ufficiale che nemo prese alle sue dirette dipendenze.

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