Page 147 - Rassegna 2025 numero speciale 2
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I RAPPoRTI TRA MILITARI ITALIANI e ALLeATI doPo LA LIbeRAzIoNe




                    Interessanti  erano  le  materie  proposte  nel corso  di  perfezionamento  per
               agenti: oltre alla conoscenza della zona assegnata, addestramento nelle tecniche di
               copertura, quelle per pedinamenti; gli alibi da costruire, i documenti da esibire
               (carte d’identità, tessere del partito nazionale fascista e di quello repubblicano, tes-
               sere postali, fogli di congedo, patenti, certificati, tutto rigorosamente falso e stam-
               pato da vari Uffici, anche americani e britannici), e la sicurezza nelle comunicazio-
               ni, con i vari sistemi di cifratura e di codici. non mancò, dal gennaio 1944, un
               gabinetto fotografico con  materiali  militari  o  acquistati  nel  libero commercio.
               Indubbiamente con tutti questi dettagli, si coglie l’immagine di un’organizzazione
               militare molto importante e ben strutturata per le numerosissime missioni orga-
               nizzate.
                    I documenti del SIm sono molto interessanti a questo riguardo perché danno
               notizie anche di missioni non indicate nella lunga lista che messe inserì nella sua
               relazione; molto spesso, queste potevano cambiare nome, integrandosi con altre,
               o avere un nome di copertura diverso per il Comando Supremo e per gli angloame-
               ricani.
                    l’archivio della Sezione ‘Calderini’ custodisce numerose relazioni riguardo
               alle missioni effettuate, dalle quali risulta chiaramente quanto costruttiva sia stata la
               resistenza dei militari sul fronte interno oltre a quella prodotta su quello operativo.
                    le numerosissime schede che si possono studiare in quella documentazione
               dimostrano le varie provenienze dei militari che si integrarono in queste missioni:
               ufficiali, sottufficiali, soldati semplici, professionisti delle radio comunicazioni e
               telegrafiche, e genieri; bersaglieri e ufficiali di marina; piloti e fanti, tutti segnalati
               con il loro nome di copertura e la missione alla quale avevano partecipato. molti di
               loro peraltro avevano già avuto esperienza specifica nel settore in quanto prove-
               nienti dagli uffici informativi delle Forze armate come il SIS e il SIa, oltre al SIm.
               Vi erano anche alcuni civili in congedo illimitato, presentatisi volontari e richiamati
               in servizio.
                    dalle  relazioni conservate si  possono seguire  alcune  missioni,  e in questo
               modo ci si rende conto di come questi militari accettavano rischi, che a volte li
               hanno portati alla morte per unirsi e resistere contro l’occupante nazista e quel regi-
               me che tentava di governare l’Italia settentrionale, senza alcuna legittimità e senza
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               vera sovranità, perché sottoposta a berlino .
                    nelle relazioni si può leggere anche come alcune missioni siano riuscite a
               penetrare addirittura all’interno del Servizio informativo repubblicano, SId.
               tra le più interessanti e dettagliate è quella sulla importante e produttiva ‘mis-


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               14  aUSSme, Fondo SIm, 1  divisione, b.69.
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