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I CarabInIerI del 1945 - L’ITALIA LIbeRATA




                  la missione ‘nemo’ riuscì a raccogliere anche nominativi di oltre trecento
             collaboratori  dei  nazifascisti  e  di  responsabili  di crimini  politici, compresi i
             componenti della terribile banda di piero Koch. In un dettagliato elenco che
             fu, in seguito, di grande utilità dopo la liberazione, per identificare individui
             ancora pericolosi per la ritrovata libertà.
                  era la Centrale della ‘nemo’ a redigere gli appunti con i risultati dell’azione
             del gruppo di controspionaggio a coloro che avrebbero potuto trarne diretto giova-
             mento oppure erano in grado di curarne una ampia divulgazione, per evitare peri-
             coli di catture o una migliore organizzazione delle attività operative. appunti invia-
             ti sempre al Gruppo Speciale della Sezione ‘Calderini’, nella cui documentazione
             sono ancora fruibili per tracciare la storia non solo della ‘nemo’ ma in genere delle
             missioni oltre le linee nemiche.
                  la ‘nemo’ ebbe anche una solida attività ‘falsaria’ che permise una sicura
             mimetizzazione agli agenti, consentendo cambiamenti frequenti di attività, fittizi
             lavori presso enti vari, attestazioni di presenza, presentazioni a comandi militari,
             assolvimento degli obblighi di servizio militare con ipotetici periodi di licenza e
             ogni altra situazione che potesse evitare il pericolo di arresto o deportazione. tutto
             questo con notevole successo, pur se alcuni dei vari componenti della missione
             furono scoperti e catturati, anche perché l’intensa attività della rete, con molte
             ‘maglie’ in lombardia, malgrado le precauzioni prese, non riuscì a sfuggire total-
             mente  all’attenzione  repressiva  esercitata  dalle  polizie  naziste  e fasciste. alcuni
             membri dell’organizzazione furono arrestati e anche alcune donne che ne facevano
             parte, per delazioni che furono fatte da persone non direttamente inserite nei grup-
             pi, ma che frequentavano alcuni membri.
                  Quattordici mesi di attività costarono 12.850.000 lire, ottenuti da industriali
             e da privati. le entrate complessive furono di 23.100.000 lire, delle quali a fondo
             perduto, cioè non rimborsabile in seguito, 6.200.000 lire. aiutò il sistema finanzia-
             rio della missione anche un certo Valerio, che, essendo il direttore di una banca,
             non meglio specificata nella relazione, aveva potuto dare all’organizzazione dei fogli
             di carta-moneta a bassa denominazione, evitando sospetti su ingenti somme circo-
             lanti .
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                  Il comandante elia dovette sospendere alcune sue attività nel febbraio 1945
             per sfuggire  all’arresto, sostituito  dal Comandante dessy,  ma  tutto il  materiale
             informativo  raccolto fu comunque  trasmesso  al Gruppo Speciale  della
             ‘Calderini’ .
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             20  aUSSme, Fondo SIm, 1a divisione, b.149, con una precisa relazione finanziaria delle entrate e delle
               uscite.
             21  emilio elia fu nominato questore di milano, dopo il 25 aprile, alla liberazione della città.

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