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I RAPPoRTI TRA MILITARI ITALIANI e ALLeATI doPo LA LIbeRAzIoNe
l’oSS avrebbe controllato tutte le comunicazioni con l’Italia del nord; avrebbe
finanziato, equipaggiato e trasportato, in aereo, le squadre costituite per la resistenza,
oltre a organizzare i trasporti in superficie e con i sottomarini; avrebbe altresì procu-
rato tutti i finanziamenti per le diverse missioni in campo e si sarebbe fatto carico delle
operazioni di rifornimento. era un accordo verbale ma, certamente, costituiva le basi
per un’ottima intesa anche a vantaggio del SIm italiano per la costruzione e il mante-
nimento del movimento di guerriglia della resistenza, con molti elementi tratti dalle
Forze armate italiane, in clandestinità, in tutta l’Italia del nord. l’accordo divenne
comunque operativo solamente dopo l’approvazione dell’ufficio dell’oSS ad algeri e
risulta che fu onorato da entrambe le parti fino alla sua completa attuazione.
le missioni dell’oSS iniziarono il 2 novembre 1943, con la Paternoster: due uomi-
ni furono fatti sbarcare sull’isola del Giglio, con l’obiettivo di installare una stazione
radio a circa novanta miglia a nord di Civitavecchia, per raccogliere informazioni sui
movimenti delle navi e dei convogli tedeschi lungo la costa italiana. anche in questo
caso il lavoro dell’oSS non fu facile soprattutto per problemi di programmazione e
complessa burocrazia interna nonché coordinamento tra i vari uffici nelle varie sedi della
struttura, anche se riuscì a condurre una serie di missioni di successo nel nord Italia .
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William (bill) donovan riteneva che la struttura di cui era a capo non avreb-
be dovuto mai farsi coinvolgere dalla politica locale, cosa che però nei fatti risultò
impossibile, anche perché la linea del governo americano fu, poi, quella di favorire
un tipo di resistenza portato avanti da alcuni partiti politici italiani ben individua-
ti. aveva precisato chiaramente che la ‘missione’ dell’oSS era di natura militare e
quindi non si doveva discriminare nei confronti di nessuna ‘banda di guerriglia’ in
funzione della sua eventuale appartenenza politica. occorreva quindi rifornire di
armi qualsiasi ‘banda’ stesse combattendo contro i tedeschi e i fascisti e quindi
contribuire in modo concreto allo sforzo angloamericano per far terminare il con-
flitto. la visione della struttura a brindisi doveva essere quella di costruire una
forza efficace che potesse aiutare a liberare l’Italia che doveva divenire sicura alleata
politica degli Stati Uniti e del mondo occidentale democratico, dopo la pace.
Corvo notava che la maggioranza degli ufficiali del SIm di agrifoglio, inseriti nella
struttura informativa italiana, non altro perseguiva se non lo stesso obiettivo di
base. peraltro, in quel teatro operativo era chiaro che le politiche erano dettate
dagli ufficiali britannici che avevano una longa manus molto potente sul servizio
informativo italiano. Furono comunque d’aiuto i rapporti di lavoro molto colla-
borativi che si erano sviluppati tra le forze inglesi e quelle americane sul campo.
Gli americani prepararono varie attività operative con le missioni aeree Apricot,
24 Queste difficoltà, che ebbero alcune influenze sulla situazione italiana delle missioni di resistenza,
sono ben esposte in tutto il volume di ricordi di max Corvo, sopra citato.
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